Msci-Cina: debutto rimandato

La società degli indici ha stabilito che le riforme di Borsa portate avanti da Pechino non sono ancora sufficienti per includere le A-Share nei suoi panieri. Ma ormai, dicono gli operatori, è solo questione di tempo.

Marco Caprotti 21/06/2016 | 12:39
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Contrordine investitori. Msci ha deciso di non includere la A share cinesi nei suoi indici. Il debutto nei benchmark veniva dato praticamente per scontato dai mercati. Ma qualcosa è andato storto. Ad esempio alcuni punti importanti come il limite del 20% imposto al rimpatrio dei capitali secondo il programma QFII (“Qualified Foreign Institutional Investor”) oppure la necessità di approvazione preventiva per la registrazione dei prodotti (“clausola anti-competitiva”) dalle Borse locali sono stati considerati questioni irrisolte. 

“Riforme finanziarie importanti come la RQFII (“Renminbi Qualified Foreign Institutional Investor”) o il lancio dello Shenzhen-Hong Kong Connect (che avrebbe dovuto unificare le contrattazioni sulle piazze delle due città, Ndr), non vengono presi in considerazione da MSCI Inc. nelle motivazioni a supporto della propria decisione” spiega una nota firmata da François Perrin, gestore del fondo China Environmental di East Capital. 

La scelta di Msci
Va detto che Msci prima di prendere la decisione ha ascoltato alcuni importanti investitori che in Cina si muovono da anni. Nelle loro valutazioni, probabilmente, ha pesato anche l’esempio degli Usa,  dove i programmi Stock Connect restano ancora inutilizzati dalla maggior parte degli operatori. “Per alcuni versi, il ritardo dell’inclusione negli indici Msci rispecchia la loro mancanza di fiducia nella trasparenza e nell’efficiente implementazione delle politiche in Cina”, continua il report.

“Queste preoccupazioni dovrebbero gradualmente attenuarsi man mano che la continua liberalizzazione dei guadagni in conto capitale (che oggi in parte devono rimanere nel paese) e l’ulteriore implementazione delle riforme finanziarie andranno avanti. Queste ultime saranno infatti il focus del governo cinese”.

 

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Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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