Solo l’oro regala solide speranze

LA CLASSIFICA. La categoria Morningstar dedicata ai fondi specializzati sull’azionario Metalli preziosi approfitta delle corsa del minerale giallo. E la fase Toro potrebbe continuare. La buona performance delle altre commodity, invece, rischia di essere un fuoco di paglia. I prodotti dedicati a Taiwan pagano il difficile momento dell’isola. 

Marco Caprotti 11/05/2016 | 12:11
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L’oro sembra avere tutta l’intenzione di tornare ai fasti di qualche anno fa. E, nel frattempo, spinge la categoria Morningstar Azionario metalli preziosi che, nel mese di aprile, ha guadagnato il 24,38% (in euro) portando a +67% la performance da inizio anno. Il metallo giallo, del resto, ha abituato i mercati a corse da record. A settembre del 2011 ha raggiunto i 1.900 dollari per oncia arrivando all’apice di una fase Toro durata un decennio durante la quale il minerale si è apprezzato del 645%. Da allora, però, ha dovuto fare i conti con la ripresa dei mercati azionari che ha distolto l’attenzione degli investitori. Ma, forse, qualcosa sta per cambiare. Secondo un report di Hsbc, l’oro starebbe iniziando una nuova fase Bull che potrebbe portarlo a testare quota 1.500 dollari. “L’effetto potrebbe essere un’ondata speculativa che non si vede dal 2011”, spiega lo studio. L’attenzione è tutta per la Cina. L’idea è che si possa replicare quanto visto nel 2015 quando dal Shanghai Gold Exchange sono passate 2.596 tonnellate di oro, praticamente il 90% della produzione dell’anno. Una mano in questo senso potrebbe darla la Banca centrale del colosso emergente che sta aumentando le sue riserve aurifere nel tentativo di supportare il renminbi.

Non è tutto oro
Al secondo posto fra le migliori categorie Morningstar del mese di aprile si è piazzata la Commodity Energy (+12,3%). Resta da vedere, tuttavia, se si tratta di una performance ripetibile. Gli investitori, infatti, ancora non sanno se e quando domanda e offerta di petrolio troveranno un nuovo punto di equilibrio dando una spinta alle quotazioni. “La produzione Usa probabilmente quest’anno calerà a causa di una riduzione degli investimenti”, spiega David Meat, analista di Morningstar. “Questo però non significa che si avrà un aumento delle quotazioni del barile. Nemmeno in presenza di un aumento della domanda che, comunque, ci aspettiamo. La quantità di oro nero in circolazione è tale che l’effetto sulle quotazioni della riduzione delle prossime estrazioni sarà praticamente nullo”.

Sembrano esserci poche speranze anche per la categoria Risorse naturali che, il mese scorso, ha guadagnato quasi l’11%. “Nonostante il rally di alcune commodity, le nostre previsioni, soprattutto per i prodotti legati alla crescita cinese, restano negative”, spiega Jeffrey Stafford, analista di Morningstar. “In particolare, vediamo possibilità di discesa del prezzo dei minerali di ferro, a causa della minore produzione di acciaio da parte di Pechino”. Il suggerimento è quello di orientarsi verso quelle risorse naturali (ad esempio il rame e lo zinco) che vengono largamente utilizzati dal settore delle costruzioni in America. “L’andamento demografico del paese indica che ci sarà bisogno di nuove abitazioni”, dice l’analista. “Per questo ci attendiamo una ripresa dell’intero segmento del real estate”.

Taiwan va male
Agli ultimi posti della classifica delle categorie Morningstar si piazzano quelle che raccolgono i fondi dedicati a Taiwan, sia azionari large cap (-5%), sia mid e small cap (-4,1%). Le performance dei prodotti dedicati all’isola asiatica non sorprendono se si tiene conto del difficile inizio d’anno che ha attraversato, anche a causa del difficile contesto internazionale (che pesa soprattutto su chi vive di export) unito a un indebolimento dei consumi domestici. Le ultime indicazioni confermano che i problemi registrati nel corso del 2015 hanno contagiato anche la parte del 2016 fin qui archiviata. A marzo, ad esempio, la produzione industriale e le esportazioni hanno visto una contrazione, rispettivamente per l’11esimo e il 14esimo mese di fila. Le prospettive non sembrano poter migliorare, anche alla luce del calo degli ordini all’industria registrato nel primo trimestre. Anche per questo – e visto il calo delle vendite al dettaglio – la fiducia delle imprese è costantemente in discesa. 

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Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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