Gli emergenti fra riscossa e status quo

Le valutazioni dell’azionario dei paesi in via di sviluppo sono molto interessanti. Gli investitori iniziano ad acquistare, ma i dubbi che hanno condizionato questo asset negli ultimi anni non si sono ancora dissolti. Meglio muoversi con prudenza.  

Marco Caprotti 24/11/2015 | 14:34

L’appetito, almeno in Borsa, viene con i prezzi. Anche quello per i mercati emergenti, uno degli asset più deludenti degli ultimi anni, le cui valutazioni, dicono gli operatori, oggi sono talmente sotto i tacchi da poter essere prese di nuovo in considerazione dai cacciatori di rendimento.

Nei 10 anni chiusi il 31 ottobre 2010 l’indice Msci dedicato ai paesi in via di sviluppo ha avuto un rendimento (annualizzato) del 14,6%, mentre il paniere S&P500 ha segnato – 0,02%. Da allora la situazione si è ribaltata. Nel quinquennio chiuso alla fine del mese scorso il benchmark dei paesi emergenti ha perso il 2,8%, mentre quello di Wall Street ha guadagnato il 14,33%. Qualche segnale di ripresa si vede. La categoria Morningstar Azionari paesi emergenti globali da inizio anno (fino al 20 novembre), ha guadagnato lo 0,8%.

Serve prudenza
Conviene quindi buttarsi di nuovo a capofitto sugli emerging market? “Un po’ di entusiasmo per questo asset di investimento è lecito alla luce delle valutazioni, ma è necessaria un po’ di prudenza”, spiega Ben Johnson, responsabile della ricerca sugli Etf di Morningstar. “Sui mercati emergenti sono ancora presenti alcuni rischi che dovrebbero spingere a essere cauti”. Un buon esempio in questo senso è la Cina, la prima economia emergente del mondo, sempre molto presente nei portafogli degli investitori interessati ai paesi in via di sviluppo. L’indice China Caiximi PMI - un indicatore chiave dell’attività manifatturiera del colosso asiatico - a settembre è sceso ai minimi degli ultimi sette anni prima di rimbalzare leggermente a ottobre (quando comunque ha indicato una leggera contrazione della produzione industriale). I risultati sono frutto di un calo della domanda estera che, a sua volta, ha come conseguenza una diminuzione del consumo di materie prime.

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Petroleo Brasileiro SA Petrobras ADR10,61 USD-6,52
Vale SA ADR17,64 USD-6,86

Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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