Gli Etp europei rialzano la testa

Dopo le turbolenze del secondo trimestre, a luglio gli investitori del Vecchio continente sono tornati verso i replicanti.

Jose Garcia-Zarate 10/08/2015 | 10:37

Nel secondo trimestre dell’anno, il mercato europeo degli Exchange traded product è stato segnato dalla combinazione di una frenata dei flussi di denaro e di perdite in conto capitale. Il tutto in un contesto di volatilità causata da dinamiche interne (crisi del debito greco) e fattori esterni (mercati emergenti). Il patrimonio totale gestito dai replicanti europei ha viaggiato come sulle montagne russe, passando dal suo massimo storico di 463 miliardi di euro segnato a maggio, per poi scendere a 448 miliardi nel mese di giugno.

Secondo i dati di Morningstar, gli asset Etp totali sono tornati oltre i 460 miliardi a fine luglio. Questo implica che, oltre ai 6,9 miliardi di raccolta netta segnata nel mese, il mercato sia anche stato spinto da 5,2 miliardi di guadagni in conto capitale.

Il dettaglio per macroclassi di attivo mostra che i prodotti azionari sono quelli che hanno maggiormente contribuito al risultato mensile. Dopo alcuni mesi di pausa (e probabilmente grazie anche alla risoluzione che ha evitato l’uscita della Grecia dall’Eurozona) gli Etp azionari hanno raccolto 6 miliardi di euro in luglio. Il patrimonio investito in replicanti equity europei è a fine mese al suo massimo storico: 318 miliardi.

La maggior parte di questi nuovi flussi ha riguardato i mercati sviluppati (Europa, Usa e Uk), tramite benchmark classici come lo Stoxx 50 e lo S&P 500, mentre i paesi emergenti sono rimasti fuori dai radar degli investitori. In questo senso, il periodo nero dei mercati cinesi ha pesato parecchio. Tuttavia, dietro i deflussi dai mercati in via di sviluppo c’è la convinzione che la Federal Reserve sia in procinto di dare una stretta alla politica monetaria. Le implicazioni negative di una tale mossa in materia di investimenti esteri diretti agli emerging si sono intensificate negli ultimi tempi, con gli investitori sempre più attenti a ridurre al minimo l’esposizione verso attività denominate in valute emergenti.

Dopo aver perso per strada 1,5 miliardi di euro in maggio e in giugno, gli Etp a reddito fisso sono tornati ad attirare capitali nel mese di luglio, con una raccolta netta pari a 2 miliardi. Gli asset sfiorano i 100 miliardi, in salita rispetto ai 96,4 di fine semestre. Come per il lato equity, la rinnovata fiducia derivante dall’aver scongiurato la Grexit è stata determinante nell’innescare movimenti positivi sulle attività a reddito fisso denominate in euro.

Tuttavia, questo potrebbe rivelarsi un trend di tipo opportunistico. Infatti, rispetto alla tendenza del primo trimestre dell'anno, gli investimenti totali in replicanti a reddito fisso sono diminuiti considerevolmente. Un ritocco ai tassi di interesse da parte della Bce non è previsto nel breve-medio periodo. Comunque, continua la discrepanza tra la zona euro e gli Stati Uniti in materia di politica monetaria. Nel complesso, gli investitori si stanno concentrando sulla Fed. Inoltre, anche se resta ancora al di sotto del suo potenziale, la performance economica della zona euro è migliorata e, forse ancora più importante, i timori deflazionistici sono già stati prezzati. Tutto ciò potrebbe minare il supporto alle attività a reddito fisso denominate in euro.

Per il resto, i prodotti dedicati alle materie prime continuano a registrare deflussi (960 milioni di euro a luglio). La tendenza globale al ribasso per i prezzi delle commodity è la ragione principale. Infatti, gli asset gestiti dagli Etc europei sono scesi a 29,6 miliardi, contro i 33 di fine semestre, il che implica un oltre 2 miliardi di perdite in conto capitale.

Secondo i nostri calcoli preliminari, in Europa a luglio sono stati investiti in Etp quasi 7 miliardi di euro. Questo segna un buon inizio del terzo trimestre e aiuta a ben sperare dopo l’andamento piuttosto fiacco del trimestre precedente.

La raccolta netta segnata nei primi sette mesi dell’anno, invece, è pari a 42,3 miliardi, solo 2 miliardi in meno rispetto a quanto raccolto in tutto il 2014, e già molto vicino al record assoluto di 51 miliardi raccolti nel 2008.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Info autore

Jose Garcia-Zarate  is an ETF analyst with Morningstar UK.

Conferma la tipologia di utente


Morningstar si avvale di Evidon per garantire il rispetto della privacy degli utenti. Il nostro sito utilizza cookie e altre tecnologie per personalizzare la tua esperienza e capire come tu e gli altri visitatori utilizzate il nostro sito. Vedi 'Consenso per i cookie' per maggiori dettagli.

  • Altri siti Morningstar