Pensioni integrative, solo un lavoratore su 5

La relazione annuale della Covip fotografa un mercato che fa piccoli passi in avanti. Il ministro Poletti è chiaro: la flessibilità in uscita non può creare altro debito. Ecco perché il secondo pilastro deve svilupparsi sul serio.

Valerio Baselli 12/06/2015 | 09:57

Al 31 dicembre 2014 le forme pensionistiche complementari sono 496: 38 fondi negoziali, 56 fondi aperti, 78 piani individuali pensionistici (Pip), 323 fondi preesistenti. Gli aderenti alle forme pensionistiche complementari sono 6,5 milioni, il 5,4% in più rispetto alla fine del 2013. I fondi negoziali hanno 1,9 milioni di aderenti, gli aperti oltre un milione, i fondi preesistenti 650 mila. Continua poi la crescita dei Pip, che hanno superato i 2,4 milioni di aderenti. Considerando gli iscritti al netto di coloro che hanno interrotto i versamenti contributivi, il tasso di adesione rispetto agli occupati è del 22,3%, in pratica un lavoratore su cinque. Ecco quanto emerge, fra l’altro, dalla consueta relazione annuale pubblicata dalla Covip, la Commissione di vigilanza sui fondi pensione.

A livello di patrimonio, alla fine del 2014, gli asset delle forme pensionistiche complementari hanno raggiunto 131 miliardi di euro, circa il 12% in più rispetto alla fine del 2013. Esso rappresenta l’8,1% del Pil italiano e il 3,3% delle attività finanziarie delle famiglie. Inoltre, l’anno scorso le forme pensionistiche hanno riportato rendimenti positivi, beneficiando del buon andamento dei mercati finanziari, sostenuti dalle politiche monetarie espansive e dalle migliorate condizioni dell’economia globale (clicca qui per approfondire).

Serve un cambio di passo
Il settore previdenziale italiano è da sempre un cantiere aperto. Ma una cosa è chiara: l’Inps non potrà più in futuro assicurare da solo una pensione adeguata a tutti. Perciò la previdenza integrativa dovrà per forze di cose assicurare un sostegno. Per questo, ovviamente, servono le condizioni giuste.

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Info autore

Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar in Francia e Italia.

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