Europa vs Usa, la sfida degli utili

I guadagni delle aziende del Vecchio continente stanno crescendo più di quelli delle società statunitensi. Ma la corporate America ha ancora alcuni assi nella manica, fra cui il miglioramento della situazione congiunturale. 

Marco Caprotti 12/03/2015 | 10:50

La gara fra Europa e Stati Uniti per chi ha le azioni più interessanti da acquistare si sposta sul terreno dei bilanci. Una sfida che si gioca sulle differenze fra entrate e utili e nella quale hanno un ruolo fondamentale le condizioni macro con cui hanno a che fare le due regioni (e le loro aziende).

La situazione in Europa
 “L'aumento dei prezzi dei titoli negli ultimi due anni è stato guidato da un rally legato al sollievo per il calo dei timori sul crollo dell'Eurozona”, spiega uno studio firmato da James Sym, Fund Manager European Equities di Schroders. “Tuttavia, gli utili societari in Europa continuano a rimanere a livelli molto bassi. Mentre negli Stati Uniti sono circa del 13% superiori al precedente picco, nell'Eurozona languono attorno al 32% al di sotto di tale apice. Molti operatori si aspettavano che i profitti nell'Eurozona avrebbero recuperato nel 2014, ma tale ripresa non si è materializzata, con l'economia dell'area della moneta unica che sembrava scivolare nella fase di rallentamento del ciclo. A nostro avviso, ci sono le condizioni affinché gli utili dell'Eurozona sorpassino quelli Usa nel 2015 e guidino la prossima fase di aumento dei prezzi delle azioni”.

Fra gli elementi che dovrebbero spingere i bilanci delle aziende europee, il gestore cita il crollo del prezzo del greggio (che potrebbe lasciare in cassa alle famiglie europee 1.000 euro in più), l’euro debole rispetto al dollaro (che aiuterà le esportazioni) e il calo dei costi di finanziamento delle imprese. “Inoltre, gli utili delle banche, che sono stati particolarmente sotto pressione, sembrano pronti per un miglioramento”, continua il report. “Un indice che seguiamo attentamente è il dato della Bce sui prestiti bancari, che ha mostrato un allentamento delle condizioni del credito, dopo la doppia stretta della crisi finanziaria globale (2008-10) e di quella europea (2012-13). Monitoriamo molto attentamente la domanda di credito delle società, poiché sono gli investimenti a poter assicurare che una qualsiasi ripresa economica diventi auto-sufficiente”.

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Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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