Si avvisano gli utenti che al momento stiamo riscontrando dei problemi nella fase di registrazione ai servizi Premium e che è in corso la manutenzione ordinaria della sezione Portfolio. I due servizi torneranno operativi il prima possibile. Grazie per la pazienza.

India, un programma e qualche dubbio

Il piano di crescita appena presentato dal governo non convince tutti, anche per alcuni aspetti sociali. Ma nel lungo periodo, dicono i gestori, renderà moderno il paese. E spingerà l'equity. 

Marco Caprotti 05/03/2015 | 11:56
Facebook Twitter LinkedIn

La nuova India, per certi versi, assomiglia alla Grecia: pur di soddisfare gli investitori internazionali, infatti, rischia di scontentare una fetta della popolazione locale. Tutto ruota attorno al programma economico 2015/2016 presentato a fine febbraio da Arun Jaitley, ministro federale delle Finanze. Un piano che promette di stimolare la crescita portandola all’8-8,5% (dal 7,4% dell'anno fiscale corrente) investendo in infrastrutture (11,3 miliardi di dollari) e “mega progetti energetici”, tenendo sotto controllo il deficit di bilancio, snellendo la burocrazia e rendendo più facili e trasparenti i pagamenti, sia fra privati che tra le aziende.

Contro e pro
Ma secondo Lenin Raghuvanshi, direttore del People’s Vigilance Committee for Human Rights (Pvchr), a farne le spese saranno le fasce più deboli. Il responsabile del Pvchr ha indicato ad AsiaNews alcuni dei principali tagli compiuti dal governo per stanziare il budget necessario al suo piano: -29% al bilancio per i bambini 2014/2015; -55% sul budget complessivo assegnato al ministero dello Sviluppo della donna e del bambino; -22% in piani sanitari per i bambini; -25% ai programmi educativi per i bambini.

Non mancano gli aspetti positivi. “C'è una chiara focalizzazione sull’inclusione finanziaria (la cosiddetta Jan Dhan Yojana, Ndr), in particolare nelle zone rurali dell’India, con l’aggiunta di 125 milioni di nuovi conti bancari”, spiega uno studio firmato da Madhav Bhatkuly, responsabile degli investimenti di New Horizon Investments e gestore del fondo GAM Star India Equity. “Nel lungo periodo questo aiuterà le famiglie a reddito più basso a evitare di chiedere aiuto agli usurai e faciliterà i trasferimenti diretti in denaro dei sussidi sociali, contribuendo alla lotta alla corruzione e migliorando i tassi di risparmio. Inoltre, è stato fissato l’obiettivo di dare una casa a tutti entro il 2022 – cosa che porterà 70 milioni di nuove case”.

Nel frattempo la Reserve Bank of India (Rbi, la Banca centrale), a sorpresa, ha deciso di abbassare il costo del denaro di 25 punti base, portandolo al 7,5%. Una scelta fatta al di fuori del calendario regolare (la riunione sulla questione era prevista per il 7 aprile), che è stata però giudicata positivamente dal mercato. “Una serie di fattori come la necessità di sostenere alcuni settori deboli dell'economia, la tendenza globale verso l’espansione e il quadro già concordato sulla politica monetaria, hanno concorso a rendere questa mossa necessaria in vista del meeting di aprile”, spiega uno studio firmato da Prashant Khemka, Responsabile investimenti Emerging market equity di Goldman Sachs Asset Management. “Questo ulteriore taglio dei tassi sostiene il nostro outlook positivo sulle azioni indiane per l’anno a venire. Oltre all’attuale impegno della Rbi sull’espansione monetaria, il nostro outlook si basa su: 1) una ripresa ciclica evidenziata da un miglioramento della crescita del Pil in questo anno fiscale; 2) un contesto globale positivo guidato da fattori che agiscono a sostegno della spesa dei consumatori, come ad esempio il prezzo del petrolio che continua a essere basso; 3) la proattività del governo Modi, le cui riforme strutturali stanno promuovendo la competitività”.

Borsa volatile
La sicurezza mostrata dai gestori (che, tipicamente, ragionano con un orizzonte temporale di medio e lungo periodo), tuttavia, non corrisponde a quella dei trader che operano quotidianamente in Borsa. Il giorno precedente all’annuncio del piano, l’indice Sensex della piazza di Bombay è salito dell’1,65%, raggiungendo i 29.200 punti. Nella seduta della presentazione è sceso a 28.890 per poi chiudere a 29.361. Anche in quella seguente è stata registrata una forte volatilità. Va detto che a pesare sull’indice è stato soprattutto il calo del produttore di sigarette ITC, dopo che il governo ha deciso di aumentare le accise sulle bionde.

Deutsche Bank e Citigroup, intanto, hanno previsto il Sensex a quota 33mila per fine dicembre 2015. Nei mercati emergenti, del resto, una robusta crescita economica è sempre stata legata a una buona performance del mercato equity. E, secondo le ultime proiezioni del Fondo monetario internazionale, l’India sarà una delle zone in via di sviluppo, con la congiuntura migliore nel 2015.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

LEGGI ALTRI ARTICOLI SU
Facebook Twitter LinkedIn

Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.