Italia, è l’ora delle donne manager

La presenza femminile nelle posizioni di vertice è quadruplicata negli ultimi 14 anni. Svolta nel 2014, grazie anche al governo Renzi. L’Europa è indietro nel rispetto delle quote rosa.

Sara Silano 29/01/2015 | 11:58

Donne in posizioni-chiave: l’Italia, a sorpresa, è all’avanguardia in Europa. A dirlo è un report di Credit Suisse sulle quote di genere, dal quale emerge anche che nel Vecchio continente c’è ancora molta strada da fare su questo tema.

Nel Belpaese, la presenza femminile nelle posizioni di vertice è quadruplicata dal 2010 al 2014. Oggi è del 23,3% nelle società che fanno parte dell’indice Ftse Mib. L’anno scorso, 30 donne hanno sostituito 29 uomini, miglior risultato a livello europeo. “Il dato”, si legge nello studio, “non è tanto imputabile alle quote rosa (previste dalla legge 120/2011 Golfo-Mosca, Ndr) o al basso livello precedente, quanto alla nuova direzione data dal governo guidato da Matteo Renzi, che ha promosso una forte presenza femminile sia nell’Esecutivo sia nelle partecipate statali”.

Il numero delle manager in posizione di rilievo in Italia è passato da 88 nel 2013 a 119 nel 2014, un trend guidato da aziende come Enel e Eni che sono passate dal non avere donne in consiglio ad averne tre. Telecom Italia, invece, è passata da uno a cinque membri femminili nel board. Nonostante il miglioramento, comunque, c’è ancora strada da percorrere per raggiungere il target del 33% previsto dalla legge per il 2015. “In Italia, storicamente, le aziende a conduzione familiare hanno una maggiore presenza femminile, solitamente membri della famiglia, anche per questo il raddoppio del numero delle donne ai posti di comando delle società a partecipazione pubblica è impressionante”.

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Sara Silano

Sara Silano  è caporedattore di Morningstar in Italia

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