Ultima campanella per le banche

Domenica arriveranno i risultati degli stress test e i mercati diventano sensibili. Molti istituti sono più solidi di quello che sembra e i titoli sono correttamente valutati. Ma ci sono ancora opportunità, mentre altre potrebbero nascerne con le M&A. 

Marco Caprotti 21/10/2014 | 14:50
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L’appuntamento più importante di quest’anno per i banchieri del Vecchio continente– e per molti investitori della regione - è segnato in agenda il 26 ottobre, subito prima del pranzo della domenica. Quel giorno, alle 12, la Bce comunicherà i risultati della sua valutazione (Aqr, Asset quality review) e degli stress test effettuati sulle banche di Eurolandia, mentre l’Eba dirà la sua su quelle Ue. Durante l’aperitivo, insomma, gli operatori capiranno se i dubbi e le incertezze di cui sono stati preda negli ultimi giorni sono giustificati o se la situazione finanziaria della regione è tale da giustificare un maggiore ottimismo. Dal giorno dopo si muoveranno di conseguenza.

I test
I risultati delle singole banche, spiega un documento dell’Eurotower faranno una distinzione tra le carenze di capitale individuate nella Asset quality review e quelle emerse sulla base degli stress test. Sono 130 le banche sottoposte agli esami degli uomini del governatore, Mario Draghi. Dopo la pubblicazione dei risultati, laddove sarà necessario, gli istituti avranno due settimane per sottoporre i piani sul capitale a Francoforte, precisando come copriranno le carenze. La valutazione complessiva è un esame completo dei bilanci delle maggiori banche svolto prima che la Bce assuma i suoi compiti di supervisione a novembre. I risultati delle singole banche verranno presentati in un modello standardizzato e, oltre a distinguere tra l'esito dell'Aqr e quello degli stress test fatti sia su uno scenario base sia in presenza di condizioni avverse, conterranno anche importanti informazioni aggiuntive quali le operazioni di ri-patrimonializzazione già effettuate dalle banche nel 2014. Oltre all'esito di ogni singola banca, la Bce pubblicherà anche un rapporto aggregato sul risultato complessivo dei test di tutte le banche.

I test dell’Eba valutano la capacità di resistenza delle banche in un ipotetico scenario macroeconomico avverso, utilizzando una metodologia sviluppata dalla stessa autorità. Sulla base di 12mila dati per ogni banca, ha spiegato l’Eba, i test “forniranno una visione del sistema bancario della Ue con un livello di trasparenza senza pari”. L’Authority pubblicherà nel suo sito un rapporto riassuntivo sui risultati, una mappa interattiva che riassume i risultati per paese e per banca, i risultati dei singoli istituti e anche un database e altre informazioni. L’Eba tra l'altro renderà noti per la prima volta gli indici di Common Equity Tier 1 (Cet 1) ‘fully loaded’ Crr/Crd4 (cioè le direttive che attuano Basilea 3). “Lo stress test bancario non riguarda solo il fatto che una banca possa fallire o meno”, ha detto l’Eba. “Piuttosto fornirà una preziosa comprensione sui progressi fatti finora dalle banche dell'Unione europea per risanare i loro bilanci e rafforzare la loro posizione patrimoniale”. L’Authority si aspetta che la pubblicazione dei risultati sia accompagnata da una serie di informazioni a supporto da parte dalle autorità competenti in tutti i paesi Ue, incluso il loro approccio all’attuazione delle misure di supervisione per le banche che non passano il test e per le altre società per cui sono emersi fattori di vulnerabilità.

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Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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