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Gli strategic beta conquistano i mercati

Morningstar ha scattato la fotografia degli Etp smart a livello globale. Stati Uniti ed Europa sono le aree a più alta crescita. I più popolari sono i prodotti con focus sui dividendi.

Sara Silano 29/09/2014 | 15:23
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Sono 673 gli Strategic beta Exchange traded product (Etp) censiti da Morningstar, per un patrimonio di 396 miliardi di dollari a livello mondiale. A dirlo è il primo Global Landscape elaborato dalla società di ricerca, che ha anche introdotto un sistema di classificazione di questi prodotti.

I numeri mondiali
La quota di mercato di queste strategie passive, comunemente chiamate smart beta, che replicano un indice, cercando però di migliorare la performance o il livello di rischio, è in rapida espansione, soprattutto negli Stati Uniti (19% degli asset totali) e in Europa (5,6%). Esiste una chiara relazione tra la maturità del mercato e la diffusione di questi prodotti, tanto che il 90% del patrimonio complessivo è oltreoceano.

Gli Etp più popolari sono quelli specializzati su indici di titoli ad alto dividendo. Probabilmente, spiegano gli autori del report, gli investitori hanno cercato strumenti che potessero dare un rendimento superiore a quello molto contenuto dei titoli di Stato.

Sotto il profilo commissionale, gli Strategic beta sono meno costosi dei fondi attivi con simili strategie, anche se in alcuni casi solo marginalmente. Sono, invece, più cari degli Etp tradizionali.

Europa, una storia recente
In Europa, queste strategie sono esplose negli ultimi anni. Nel 2005, il patrimonio era quasi nullo, mentre nel 2014 è arrivato a 26,3 miliardi di dollari (al 30 giugno). Gran parte della crescita (75%) è da attribuire alla raccolta netta e solo il 25% deriva dall’apprezzamento degli asset.

Il primo Etp di questo tipo è stato lanciato in Germania nel 2005 da HVB ed è poi passato ad iShares, con l’acquisizione del ramo di azienda da parte della società del gruppo BlackRock. Ora si chiama iShares DivDax (non è disponibile in Italia). Successivamente sono entrati sul mercato europeo Lyxor e Invesco PowerShares con prodotti basati sugli indici fondamentali. Tra il 2008 e il 2009 sono state introdotte nuove strategie da Amundi, Deka, Source e UBS, ma il boom si è avuto nel 2010-11 con 49 lanci, tra i quali gli strumenti minimum variance (controllo del rischio) ed equal weighting (i titoli nell’indice hanno tutti lo stesso peso). Dal 2012, l’offerta di nuovi prodotti si è stabilizzata a 11-16 per anno, ma la complessità degli indici sottostanti è aumentata e sono proliferate le strategie multifattoriali.

Caccia ai dividendi
Come accade a livello internazionale, anche in Europa gli strumenti più diffusi sono quelli legati a panieri di titoli ad alto dividendo, che hanno un patrimonio di 16 miliardi di dollari, pari al 61,3% degli asset totali degli strategic beta. Questa percentuale è superiore a quella degli Etp dividend-focused statunitensi (30%). Seguono a distanza le strategie orientate al controllo del rischio.

Il principale emittente in Europa, con una quota di mercato del 45,5%, è iShares, seguito da Spdr e Source, rispettivamente con una percentuale dell’11 e 10%. Il più grande Etp di questo tipo è iShares developed markets property yield, che precede Spdr S&P US Dividend Aristocrats Ucits Etf.

Per leggere la ricerca sugli strategic beta, clicca qui. 

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Sara Silano

Sara Silano  è caporedattore di Morningstar in Italia