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I vantaggi della volatilità nell'hi-tech

I movimenti nei titoli del settore, spiegano gli operatori, spesso nascondo opportunità di investimento. Bisogna cercare chi ha una crescita sostenibile. E chi non fa affidamento su una sola area di business. 

Marco Caprotti 19/06/2014 | 10:58
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La volatilità del settore tecnologico può nascondere delle opportunità di investimento di lungo termine. A patto, dicono gli operatori, di sapere dove cercare. L’indice Msci del segmento nell’ultimo mese (fino al 17 giugno e calcolato in euro) ha guadagnato il 6,3%, portando a +8% la performance da inizio anno.

Quotazioni e bilanci
Va detto che, almeno per l’hi-tech, l’andamento di Borsa non sempre riflette i fondamentali della società. Un esempio in questo senso è Salesforce.com (soluzioni di cluod computing): dal debutto sul Nasdaq 10 anni fa, per cinque volte ha visto il valore del suo titolo scendere più del 50%. Questo mentre le sue revenue sono cresciute costantemente. “Quello che cerchiamo sono fondamentali solidi”, spiega uno studio firmato da Matthew Moberg, portfolio manager e analista di Franklin Equity Group (Franklin Templeton). “Durante l’ultima stagione delle trimestrali molte società tecnologiche hanno registrato un calo delle quotazioni. Ma quando abbiamo partecipato alle loro conference call sui risultati ci siamo resi conto che gli affari stavano andando abbastanza bene. E’ in una situazione del genere che si trovano le potenziali opportunità”.

Come cercare le buy opportunity
C'è un mucchio di sistemi attraverso i quali gli investitori cercano le aziende sottovalutate. Il più comune è l’analisi sulla sostenibilità della crescita. In pratica, si tratta di capire se un’azienda è in grado di crescere non solo per un anno, ma anche per tre, cinque e dieci almeno. “Noi ci chiediamo se una società sarà ancora importante in futuro”, dice Moberg. “Per rispondere a questa domanda cerchiamo di concentrarci su società in grado di cambiare il mercato. Una di queste, secondo noi, è Google”.

Un altro sistema per cercare buy opportunity è quella di studiare la capacità di una società di migliorare determinati segmenti della sua attività (la cosiddetta adoption of growth). “Facebook è una di quelle aziende che rappresenta bene questo concetto”, spiega il gestore di Franklin. “Nel secondo trimestre del 2012 ha lanciato il servizio di pubblicità sui cellulari e, in meno di due anni, questa attività è cresciuta fino a rappresentare il 59% dei guadagni del gruppo. E nel 2013, mentre le altre attività languivano, il servizio è stato in grado di dare una spinta al bilancio”. 

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.