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Hi-tech, la rivincita dei soliti noti

Il crollo dei tecnologici sta preoccupando gli investitori e ha bloccato l’arrivo delle debuttanti. Per diversificare i portafogli, dicono gli analisti, bisogna dirigersi su chi in Borsa c’è già. Ma questa volta si dovrà fare più attenzione ai fondamentali e alle valutazioni. 

Marco Caprotti 15/04/2014 | 15:56
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C’è chi ha tirato in ballo lo scoppio della bolla Internet di inizio millennio, chi ha parlato di normale rotazione dei portafogli e chi preferisce pensare a semplici prese di profitto dopo un periodo di rally. Resta il fatto che la fase difficile del segmento hi-tech in Borsa sta condizionando fortemente l’umore e le scelte degli operatori. In una situazione del genere, dicono gli analisti, è meglio diventare molto selettivi.

Lo stop delle debuttanti
Per certi versi si stratta di una scelta imposta. La discesa dei titoli tecnologici, ad esempio, ha bloccato il debutto in Borsa di molte aziende del settore. Con un indice Msci hi-tech che da inizio anno (e calcolato in euro) si è lasciato per strada quasi il 2% (dopo il +23% segnato nel 2013), aziende come Sabre Corporation, Weibo Corporation, Leju Holding e Paycom Software hanno deciso di aspettare momenti migliori. Una scelta inevitabile visto che alcuni grossi calibri del settore come Facebook, Amazon e Yahoo! hanno perso (mediamente) il 15% dai massimi degli ultimi 12 mesi. “Gli investitori stanno tornando a guardare i fondamentali delle aziende tecnologiche”, spiega Peter Wahlstrom, analista di Morningstar. “Questo significa che c’è meno attenzione per le debuttanti. In alcuni casi si tratta di aziende per le quali non esistono termini di paragone. Diventa quindi difficile capire la bontà del loro modello di business”.

Le scelte operative
In linea di massima, comunque, sono i prezzi dei titoli a non convincere. “Il settore tecnologico in generale è sopravvalutato rispetto a quelli che sono i nostri target price”, continua l’analista. “Nonostante questo, non è però il caso di abbandonare completamente il segmento. I prezzi, infatti, possono lavorare anche a favore degli investitori. Nel settore delle telecomunicazioni, ad esempio, ci aspettiamo di vedere una nuova ondata di fusioni e acquisizioni. Ci sono poi nicchie interessanti. Come quella del mobile computing: un mercato in crescita, anche per quanto riguarda i profitti. Qui i nomi da tenere d’occhio sono Tibco e Ibm”.

Il consiglio di Wahlstrom per quanto riguarda l’intero settore tecnologico è quello di orientarsi sulle società che hanno un migliore vantaggio competitivo (quello che Morningstar chiama Economic moat). “In passato abbiamo visto che, nei momenti più difficili, sono quelle che riescono a sopportare meglio la volatilità dei prezzi e dei profitti”, dice l’analista. “Nomi interessanti sono quelli di SymantecAmerican Tower e Cisco. Tutte società per le quali abbiamo ancora un rating di quattro stelle e sulle quali può valere la pena prendere posizione nei momenti di debolezza delle valutazioni”. 

 

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Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.