Previdenza integrativa, serve una svolta

La relazione annuale della Covip fotografa un mercato quasi immobile. Il ministro Poletti promette scelte chiare, anche fiscali, che tengano conto della natura del risparmio previdenziale, per rilanciare le adesioni.

Valerio Baselli 29/05/2014 | 14:34

“Sentiamo una grande responsabilità”. Così ha esordito il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, intervenuto alla presentazione della relazione annuale della Covip, la Commissione di vigilanza dei fondi pensione, avvenuta a Roma lo scorso 28 maggio. “Parliamo di un fenomeno di grande rilevanza, che non si limita alla previdenza, ma all’intero sistema di Welfare”. Secondo il ministro, insomma, è ormai imprescindibile che i cittadini siano attivi nel costruirsi una copertura pensionistica e sanitaria ma, allo stesso tempo, le autorità hanno il dovere di creare i presupposti per un ambiente che possa incentivare iscrizioni e contributi. “Altrimenti, il rischio, è che si ritorni seriamente a parlare di obbligatorietà di adesione”. 

Subito prima dell’intervento di Poletti, il presidente Covip, Rino Tarelli, aveva appena finito di snocciolare una serie di numeri che, nonostante le buone performance dell’anno scorso, in sostanza certificano che il mercato della previdenza integrativa in Italia è fermo. A fine 2013, i lavoratori aderenti al secondo pilastro sono circa 6,3 milioni, e il patrimonio gestito ammonta a 116,4 miliardi di euro, pari al 7,5% del Pil. L’anno passato, sono stati raccolti 12,5 miliardi, di cui 5,2 provenienti dai flussi Tfr. Si conferma poi il fenomeno degli “iscritti silenti”: nel 2013 circa 1,4 milioni di aderenti hanno sospeso la contribuzione.

Oggi, in Italia, solo un lavoratore su quattro aderisce a una qualche forma di previdenza integrativa. Il problema riguarda soprattutto i lavoratori autonomi, i dipendenti pubblici, le donne, i giovani e le regioni meridionali. Insomma, serve una svolta. Le tematiche principali su cui si dovrà lavorare sono quattro.

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Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Redattore di Morningstar in Italia

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