L'Europa riparte dalla Bce

Gli operatori aspettano le mosse dell'Eurotower. Il nuovo parlamento, intanto, dovrà fare i conti con i problemi della regione e con le mosse di chi è contro la moneta unica. Ma i fondamentali, dicono gli analisti, restano buoni. 

Marco Caprotti 29/05/2014 | 11:32
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I fondamentali della regione restano buoni. Ma occhio alle scelte dei partiti euroscettici e alle mosse della Banca centrale europea, visto che di problemi da affrontare ce ne sono molti e di una certa importanza. Sono queste, in sintesi, le indicazioni che arrivano dagli operatori di mercato dopo le elezioni europee di domenica 25 maggio.

Cosa hanno detto le urne
Il gruppo cristiano democratico-conservatore Ppe resta il gruppo più forte del neoeletto Parlamento europeo, con circa il 28% dei seggi. Rispetto alle ultime elezioni, gli euroscettici hanno guadagnato rappresentanza, ma la loro influenza complessiva rimane poco chiara. Almeno fino a quando si concluderà la formazione di una coalizione. Basso il tasso di partecipazione degli elettori: il 43% degli aventi diritto al voto si è recato alle urne.

In Italia, il Pd del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha stravinto raggiungendo il 40,8% dei voti. Si è fermato al 21,1% il consenso per il Movimento 5 Stelle. In forte calo Forza Italia che, con il 16,8%, è il terzo partito. Al quarto posto si è piazzata la Lega con il 6,2% e superano lo sbarramento del 4%, che consente di entrare nel Parlamento europeo, anche Ncd (4,4%) e lista Tsipras (4%). Si ferma appena sotto la soglia Fratelli d'Italia (3,7%), mentre tra i partiti che compongono l'attuale coalizione di Governo, si segnala il crollo di Scelta (civica) europea che non va oltre lo 0,7%.

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Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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