Rotta verso la ripresa

Il segmento aereo si sta organizzando per portare avanti la strategia di conquista delle tratte verso l'Asia. Gli emergenti sono aggressivi e i big devono restare al passo. Il settore, avvertono gli analisti, è legato a doppio filo all'andamento dell'economia. 

Marco Caprotti 11/02/2014 | 14:44
Facebook Twitter LinkedIn

Punti chiave
-Il segmento dei vettori aerei è uno dei più sensibili al ciclo economico.

-Le rotte più interessanti sono quelle che portano in Asia.

-Le linee dei paesi emergenti si stanno attrezzando, ma i big non vogliono mollare la presa.

La ripresa, quando c’è, ha le ali. Letteralmente. “Il comparto dei vettori aerei è considerato uno dei più sensibili alla congiuntura mondiale”, spiega una nota di Morningstar. “I prezzi dei titoli sono particolarmente volatili nei momenti di debolezza. Ma quando si nota una tendenza al rialzo delle valutazioni, allora conviene dare un’occhiata più da vicino, sia a quello che sta succedendo a livello macro, che alle aziende del settore”. L’indice Msci del comparto aereo, da inizio anno (e calcolato in euro) ha guadagnato il 7,2% che si va ad aggiungere al +42% segnato nel 2013. E’ legittimo chiedersi, a questo punto, se le valutazioni non siano un po’ troppo tirate.

Il Golfo guarda oltre l’Italia
Di sicuro il settore aereo è sotto la lente degli operatori. E una parte del merito va ad Alitalia. Gabriele Del Torchio, amministratore delegato del carrier, e James Hogan, presidente e Ceo di Etihad Airways, hanno confermato che le due società sono entrate nella fase finale di un processo di due diligence volta al possibile investimento del gruppo arabo in quello tricolore. L’esito dovrebbe arrivare all’inizio di marzo. Ma l’operazione italiana è solo uno dei fronti aperti di Etihad. Il vettore del Golfo, ad esempio, sta cercando di aumentare la sua presenza in Germania e per questo è entrato nel capitale di Air Berlin. L’idea è quella di far diventare Abu Dhabi un hub fondamentale per le rotte verso l’Asia e, in quest’ottica vanno intesi gli investimenti in vettori come Jet Airways India.

Rotta per l’Asia
Che quella zona sia l’Eldorado anche per gli aeroplani è stato confermato da Boeing. Il costruttore Usa prevede un mercato da 1.900 miliardi di dollari in nuovi aerei per l'Asia-Pacifico nei prossimi 20 anni. Merito della forte crescita economica e dei passeggeri che saranno i principali motori della domanda di nuovi mezzi nella regione. In particolare, il gruppo aerospaziale statunitense stima che le compagnie aeree della regione avranno bisogno di ulteriori
12.820 aerei per un valore di 1,9 trilioni di dollari, cioè il 36% delle forniture mondiali di nuovi apparecchi nei prossimi 20 anni. “Le economie e il traffico passeggeri dell’Asia-Pacifico continuano a mostrare una forte crescita", ha spiegato Randy Tinseth, vice president marketing di Boeing Commercial
Airplanes durante una presentazione al Salone di Singapore. “Nei prossimi vent’anni, circa la metà della crescita del traffico aereo mondiale sarà guidata dai viaggi verso, da o all’interno di quest'area. Per supportare l’incremento di tale domanda, la flotta dell'Asia-Pacifico arriverà quasi a triplicarsi”.

Inglesi a passo di carica
Mentre gli emergenti si muovono, i vettori dei paesi sviluppati non stanno a guardare. Il gruppo inglese Iag (che controlla British Airways) è reduce da una profonda riorganizzazione che ha portato all’acquisizione della spagnola Vueling e dell’inglese Bmi oltre che alla fusione con Iberia. Tutte mosse che, nel 2013, gli hanno permesso di aumentare il traffico passeggeri del 5,8%, superando nettamente la tedesca Lufthansa (+2,3%) e i franco-olandesi di Air France-Klm (+2,2%) che restano comunque i leader europei.

In generale, l’idea dei tre big del Vecchio continente è di abbandonare progressivamente le tratte brevi, dove non riescono a competere con i vettori low cost come Ryanair e EasyJet per concentrarsi sulle rotte a lungo raggio dove la guerra dei prezzi è meno cruenta. 

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Facebook Twitter LinkedIn

Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.