Usa, l'equity ha ancora spazio

Gli indici americani continuano a salire. La soluzione provvisoria della questione del debito e le trimestrali stanno dando un po' di ossigeno. Le azioni, dicono gli operatori, rischiano di diventare care. Ma non abbastanza da fermare la fase Toro. 

Marco Caprotti 06/11/2013 | 15:22
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Il mercato continua ad avere fiducia nella capacità di ripresa degli Stati Uniti. L’indice Msci della regione nell’ultimo mese (fino al 5 novembre e calcolato in euro) ha guadagnato poco più del 5%, portando a +22,6% la performance dell’ultimo anno. L’elemento di rilievo delle settimane scorse è stato la firma da parte del Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, del provvedimento che consente l’innalzamento del debito Usa e scongiura, di fatto, il rischio di un default del Paese. Il Continuing Appropriations Act, prevede per l’anno 2014 gli stanziamenti necessari per finanziare le attività del governo federale ed estende il limite di indebitamento del Paese fino al 7 febbraio.

Il quadro macro
Lo scenario macro è stato ben fotografato dall’ultimo Beige Book, il rapporto sullo stato di salute dell’economia americana preparato dalla Federal Reserve. Alcune parti degli Stati Uniti in settembre e inizio ottobre hanno “sperimentato una crescita più lenta”, ma le notizie raccolte sono state frammentate, complice lo shutdown (la paralisi federale scattata l’1 ottobre a causa del mancato accordo sulla legge di bilancio). L’economia americana è comunque cresciuta a un passo “tra modesto e moderato” nei mesi recenti, anche se lo stallo di Washington si è fatto sentire. Il documento dice inoltre che “permane un generalizzato cauto ottimismo sulle prospettive future dell’attività economica”, anche se in molte aree “è stato rilevato un aumento dell’incertezza dovuta per larga parte allo shutdown e al dibattito sul tetto del debito”.

Per quanto riguarda l’occupazione, a settembre negli Stati Uniti sono stati creati 148mila posti di lavoro contro 193mila di agosto, numero rivisto al rialzo dalla precedente stima di 169mila. Il dato è stato peggiore delle attese degli analisti che si attendevano la creazione di 180mila nuovi impieghi. Ora c’è attesa per il risultato di ottobre che sarà pubblicato nei prossimi giorni.

Wall Street cresce
Per quanto riguarda la Borsa, l’S&P500 è riuscito a battere nuovi record al rialzo. Una parte del merito va alla tornata di risultati trimestrali. “Negli ultimi 10 anni le grandi aziende americane hanno cambiato le loro strategie commerciali in modo da poter sfruttare la crescita mondiale”, spiega uno studio firmato da Joseph Tanious e Anthony Wile, strategist di Jp Morgan funds. “Tuttavia ci sono dei periodi in cui i mercati emergenti entrano in una fase di bonaccia che può frenare gli utili, come è successo nel terzo trimestre, soprattutto per quanto riguarda il settore hi-tech. Fortunatamente una crescita superiore alle attese dell’Europa ha compensato le perdite. Nel complesso i risultati delle aziende con la maggiore esposizione ai mercati internazionali (dal 50 al 90% del fatturato) hanno avuto profitti molto superiori alle attese”.

Le scelte operative
Secondo gli operatori, in una situazione di assenza di recessione, stabile crescita degli utili, riacquisto di azioni proprie (operazioni per le quali le aziende dell’S&P500 hanno speso circa 375 miliardi negli ultimi tre trimestri) e finanziamento attraverso il debito, i prezzi dell’equity made in Usa dovrebbero continuare a salire. “Le valutazioni sono nella media, ma di solito questa non è una situazione che interrompe un mercato Toro”, dicono gli strategist di Jp Morgan funds. “Gli investitori devono stare attenti ai rischi legati ai mercati che diventano troppo cari, ma essere anche consci del fatto che l’azionario ha ancora spazio per correre”. 

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Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.