La politica fa i dispetti alla ripresa

Le tensioni fra i partiti in Italia rischiano di creare ansia sui mercati. Ma gli investitori devono guardare ai dati congiunturali e non a quello che succede nei palazzi. Lo stock picking resta la strategia migliore.   

Marco Caprotti 31/10/2013 | 11:32
Facebook Twitter LinkedIn

In Germania si usa dire che i mercati azionari che seguono la politica hanno le gambe corte. Un avvertimento da tenere presente non solo per quello che sta succedendo negli Stati Uniti, ma anche nel Vecchio continente.

“Negli ultimi tempi anche i mercati azionari europei sono stati dominati dalla politica”, spiega un report firmato da Asoka Woehrmann e da Randy Brown, responsabili degli investimenti di Deutsche asset & wealth management (DeAWM). “In Italia il tentativo dell’ex primo ministro Silvio Berlusconi di rovesciare l’attuale governo è fallito, non prima però di scatenare una crisi politica che ha messo in subbuglio i mercati. Il governo Letta rimane in carica, ma lo scampato pericolo dimostra che i Paesi periferici dell’Eurozona devono ancora raggiungere una maggiore stabilità politica ed economica”.  

I segnali positivi
Non è arrivato, però, il momento di fasciarsi la testa. “Vi sono, a nostro avviso, alcune buone ragioni per essere oggi un po' più ottimisti sulle prospettive a breve termine”, spiega un report di La Francaise Am. “Come la risalita generale delle quotazioni azio­narie a settembre, con la ripresa degli indici europei iniziata nel mese di giugno scorso. Il dinamismo della raccolta dei fondi di private equity è emblematico di un orientamento del risparmio un po' più positivo per la crescita”.

Dal fronte congiunturale c’è da registrare la ripresa nell’Eurozona dell’indice di fiducia delle imprese nei settori industriale e terziario, così come di quello dei consumatori. Per il momento si tratta soltanto di un’uscita dal territorio negativo senza un vero e proprio ingresso nella zona positiva, ma si è visto un miglioramento di alcuni dati quantitativi come il volume delle vendite al dettaglio o delle immatricolazioni auto.

Le scelte operative
“In ultima analisi i trend duraturi sono determinati dal contesto economico, non dalle liti al Congresso o in Parlamento”, dicono da DeAWM. “L’accelerazione della crescita, un’inflazione assai moderata e i bassi tassi di interesse dovrebbero quindi sostenere ulteriori guadagni sui mercati azionari, immobiliari e delle materie prime nel medio periodo”. Secondo gli analisti di Morningstar la strategia da adottare è quella di evitare di seguire i trend di investimento concentrandosi, invece, sui singoli titoli. Possibilmente su quelli sottovalutati e con un buon vantaggio competitivo.

“Ricordiamoci però che il mercato spesso non considera i fondamentali delle società”, spiega Lauren Migliore, analista azionaria di Morningtstar. “Per cui è meglio non sorprendersi se i titoli che sono messi in portafoglio nel breve periodo non si comportano come ci aspettiamo”. 

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Facebook Twitter LinkedIn

Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.