L'America rimanda, il mercato no

Le decisioni di rinviare il taglio alle iniezioni di liquidità e di rivedere all'inizio dell'anno prossimo i problemi legati al debito non sono vere soluzioni ai problemi degli Usa. Ma gli investitori si devono muovere lo stesso. Ecco come. 

Marco Caprotti 23/10/2013 | 14:11
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L’America prende tempo e gli investitori sono costretti a rivedere i loro portafogli. Le questioni da considerare sono sostanzialmente due. Prima: la decisione presa a settembre di non avviare ancora il cosiddetto tapering (la riduzione delle iniezioni di liquidità da parte della Federal Reserve). Seconda: l’accordo trovato fra Casa Bianca e Congresso che ha permesso al presidente Barack Obama di alzare il tetto del debito fino al 7 febbraio (rimandando la possibilità di un default Usa) e di garantire la ripresa delle attività federali fino al 15 gennaio (consentendo di riaprire gli uffici governativi chiusi per mancanza di fondi).

Il tapering
“A nostro avviso, il rinvio del tapering deciso dalla Fed a settembre dimostra la volontà di avere altre conferme della solidità della ripresa economica statunitense, prima di modificare le politiche monetarie. In altre parole, la Fed vuole vedere una serie più lunga di dati macro positivi”, spiega uno studio firmato da Sara Yates, Vice president del team del reddito fisso globale di Jp Morgan Private Bank. “Sfortunatamente, lo shutdown parziale del governo Usa ha fatto procrastinare la pubblicazione di alcuni dati fondamentali e potrebbe in parte influenzare l’affidabilità dei dati nel breve termine. Pensiamo quindi che la Fed vorrà prendersi del tempo per aspettare maggior chiarezza”.

Gli ultimi dati macro, intanto, sembrano spostare sempre più in là la possibilità di un tapering. A settembre negli Stati Uniti sono stati creati 148mila posti di lavoro contro 193mila di agosto (dato rivisto al rialzo dalla precedente stima di 169mila). Il risultato è peggiore delle attese degli analisti che si aspettavano la creazione di 180mila nuovi impieghi. I mercati ora sono in attesa della pubblicazione dei numeri di ottobre che saranno resi noti fra due settimane.

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Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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