High yield, se è europeo piace di più

Gli operatori continuano a cercare titoli ad alto rendimento. Quelli del Vecchio continente hanno caratterstiche che li rendono migliori di quelli Usa. Ma fra i governativi il Tbond batte tutti. 

Marco Caprotti 07/08/2013 | 16:46
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Gli investitori contano su una ripresa degli Stati Uniti ma intanto puntano sui titoli ad alto rendimento. Soprattutto se europei. Le speranze sul risveglio Usa è evidenziato dalla richiesta diTreasury che, due anni dopo il taglio del rating da parte di S&P a AA+, continua a crescere più di quella delle obbligazioni governative dei 12 paesi che hanno un giudizio di tripla A. Il mercato, insomma, sembra aver rifiutato l’idea che gli Stati Uniti possano rallentare. Merito anche dei dati e delle previsioni che stanno uscendo sulla prima economia del mondo. Le ultime indicazioni che arrivano dagli economisti e dalle organizzazioni internazionali dicono che il Prodotto interno lordo yankee nel 2014 crescerà del 2,7%, il tasso migliore fra i paesi più sviluppati. Gli ultimi dati congiunturali dicono che il Pil del secondo trimestre è cresciuto dell’1,7%. Il dato è migliore delle stime degli analisti che si aspettavano una crescita più contenuta e pari allo 0,9%.

La spinta della Bce
Per quanto riguarda i bond europei, per una volta il mercato ha potuto approfittare delle dichiarazioni lungimiranti della Banca centrale europea che ha affermato di voler proseguire con la politica di bassi tassi di interesse fino a quando sarà necessario. “Per i titoli di Stato in euro dei paesi core il quadro rimane positivo e anche le obbligazioni societarie in euro dovrebbero trarne profitto”, spiega uno studio di Raiffeisen Capital Management. “Dopo la recente correzione, gli high yield non sono ancora a buon prezzo, ma senza dubbio sono più attraenti rispetto al primo trimestre. I tassi di default, tuttavia, sono in leggero aumento. I dati per ora non sono né drammatici né preoccupanti, ma sembra essersi avviata perlomeno una certa inversione di tendenza”.

High yield, Europa meglio degli Usa
Proprio per quanto riguarda gli high yield, gli operatori consigliano di preferire quelli europei rispetto a quelli americani. I primi negli ultimi tre anni hanno avuto rendimenti del 29%, mentre i secondi del 24% circa.“Ci sono pochi dubbi che, per le aziende indebitate, i fondamentali e l’ambiente macroeconomico siano migliori negli Stati Uniti. Tuttavia, ci sono ancora buoni motivi per credere che sia il mercato europeo a offrire migliori opportunità di investimento”, spiega uno studio di James Tomlins, gestore di M&G European High Yield Bond. “Primo: minore sensibilità ai tassi di interesse. Dal momento che il genio del tapering è stato tirato fuori dal cappello quest’estate, gli investitori sono diventati consapevoli del rischio tassi di interesse implicito alle loro holding. Il mercato delle obbligazioni high yield europee ha una duration effettiva dei tassi di interesse di 3,2 anni rispetto ai 4,4 anni della controparte negli Usa. Di conseguenza, il mercato europeo sarà meno sensibile a un ulteriore sell off dei titoli di Stato. Secondo: maggiore liquidità dei titoli europei. Terzo: migliore qualità del mercato. Vista attraverso il filtro dei rating del credito, il mercato europeo è meno rischioso. I bond con rating BB contano per il 67% del mercato rispetto al 42% negli Stati Uniti. Le obbligazioni con rating B rappresentano rispettivamente il 23% in Europa e il 41% negli Stati Uniti, con la percentuale rimanente in titoli CCC. In pratica, i due terzi del mercato europeo si classifica poco sotto il livello di investment grade, dove oltre la metà del mercato Usa è decisamente nell’area spazzatura con un rating tra B e CCC. Quarto: Spread del credito più ampi. Il mercato europeo nel complesso scambia sui titoli di Stato a uno spread di circa 508 pb rispetto ai 471 pb degli Usa. Se facciamo una verifica sulla base del rating, la differenza è anche più evidente. I bond BB europei scambiano a 410 pb sui sovrani, gli analoghi titoli americani a 342. Per il rating B, i numeri sono 607 pb e 454 pb, rispettivamente. È vero che l’economia europea sta faticando, ma questo fattore è già scontato nelle valutazioni. Quinto: tassi di default inferiori. Secondo le statistiche sui mercati pubblici dei bond della Bank of America Merrill Lynch, il tasso di default degli emittenti negli ultimi 12 mesi è dell’1,2% per il mercato europeo e del 2,1% per quello statunitense. E non ci sono prove che indichino un cambio del trend nel prossimo futuro”.

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Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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