Fuori dagli obbligazionari

A giugno, i deflussi hanno toccato i 30 miliardi in tutta Europa. Male anche gli azionari, mentre i bilanciati continuano a piacere agli investitori.

Sara Silano 01/08/2013 | 14:53
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I fondi obbligazionari scivolano sui timori della fine della politica monetaria ultra-espansiva della Federal Reserve. Secondo il Morningstar asset flow report, a giugno i deflussi sono stati pari a 30 miliardi di euro nel Vecchio continente, pari all’1,7% del patrimonio in gestione all’inizio del mese. Negli Stati Uniti, il calo è stato ancora più pronunciato e ha sfiorato l’1,9%.

Non ne hanno approfittato i fondi azionari, che al contrario hanno registrato riscatti superiori alle sottoscrizioni per 9,5 miliardi, il peggior risultato da maggio 2012. Si sono mossi in controtendenza, invece, i bilanciati (+7,3 miliardi) e gli alternativi (+2,7 miliardi), perché gli investitori hanno preferito i prodotti senza uno specifico focus sui bond o l’equity. Nel complesso, i fondi a lungo termine hanno segnato un -31,5 miliardi, a cui va aggiunto il -24,4 miliardi dei monetari.

Mese nero per gli emergenti
I più penalizzati, sia sul fronte obbligazionario sia su quello azionario, sono stati gli emergenti. A preoccupare sono i dati sulla crescita di alcune economie, prime fra tutte la cinese e la brasiliana. Inoltre, l’incremento dei tassi negli Stati Uniti ha rafforzato il dollaro, mettendo sotto pressione i bond dei paesi in via di sviluppo. I deflussi hanno interessato anche gli high yield (titoli ad alto rendimento e rischio) e i corporate bond. L’equity internazionale ha subito riscatti, con l’eccezione dei comparti specializzati sui titoli ad alto dividendo.

I bilanciati si confermano i prodotti con maggiore capacità di tenuta in periodi di incertezza. Degli ultimi 60 mesi, caratterizzati dalla crisi finanziaria, 47 sono stati positivi per questi fondi. Gli investitori, dunque, hanno preferito lasciare ai gestori le decisioni tattiche sull’allocazione di portafoglio.

In difesa
A livello di singoli fondi, gli investitori hanno rivisto le posizioni in un’ottica più difensiva nel reddito fisso. AllianceBernstein Global High yield è stato il più penalizzato, seguito da Pimco Gis total return bond, mentre Pimco Gis Euro Low duration, che è meno sensibile all’andamento dei tassi, ha avuto flussi positivi. Nel complesso, le società che erano state avvantaggiate dal rally obbligazionario sono state quelle che hanno fatto peggio a giugno. Pimco ha registrato riscatti superiori alle sottoscrizioni per 4 miliardi, mentre AllianceBernstein per 3,6. Tra i big ha fatto eccezione BlackRock, che ha raccolto circa 3,6 miliardi, grazie in particolare all’introduzione di nuovi fondi bilanciati e a un indicizzato azionario. 

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Info autore

Sara Silano

Sara Silano  è caporedattore di Morningstar in Italia