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Chi zavorra l'hi-tech

I problemi di ripresa mondiale, le misure di austerità e il calo delle spese personali pesano sul comparto. E arrivano alcuni allarmi. 

Marco Caprotti 30/04/2013 | 12:56
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L’hi-tech zoppica. L’indice Msci del settore a livello globale nell’ultimo mese (fino al 29 aprile e calcolato in euro) è sceso dell’1,6%, mentre da inizio anno è salito del 5,8%. I fondi del settore Azionario Tecnologia monitorati da Morningstar e venduti in Italia in quattro settimane hanno perso poco più del 2%, portando la performance da inizio anno a +4,8%.

La debolezza delle ultime settimane e figlia della situazione macroeconomica globale e dei numeri di bilancio. La lentezza della ripresa americana e la crisi del debito in Europa stanno convincendo le aziende che non è ancora arrivato il momento di investire per rinnovare il parco tecnologico. Le famiglie, da parte loro, alle prese con le misure di austerità, sono restie a spendere per oggetti ritenuti non necessari. Tutte scelte adottate anche dalle amministrazioni pubbliche. Negli Stati Uniti, ad esempio, l’ultimo budget federale (l’equivalente della nostra finanziaria) ha tagliato le spese governative per l’IT. Un guaio per società che vivono di commesse pubbliche come Oracle e Bmc software.

I mercati emergenti non offrono una spinta adeguata. Il rallentamento cinese, ad esempio, secondo il management di Cisco sta spingendo Pechino a spendere meno anche sul fronte tecnologico.

Bilanci più deboli
Queste scelte si riflettono nei conti delle società hi-tech. Apple, per esempio, ha avuto la prima trimestrale con profitti in calo degli ultimi dieci anni. Il gruppo di Cupertino, tra l’altro ha già avvertito gli analisti di non aspettarsi troppo dai numeri del periodo aprile-giugno. La notizia positiva è che renderà un po’ di valore ai suoi azionisti attraverso i dividendi e un piano di riacquisto di titoli propri.  

Male anche Ibm che, con l’ultima trimestrale, ha annunciato di aver mancato gli obiettivi che si era posta. Colpa, ha spiegato il management, del calo della domanda di hardware. La società ha aggiunto che, durante l’esercizio parziale in corso, taglierà posti di lavoro per risparmiare un miliardo di dollari. La crescita dei profitti del terzo trimestre, inoltre, si annuncia come la più lenta dal 2004. Secondo un sondaggio di Bloomberg fra gli analisti, gli utili del secondo trimestre delle aziende quotate sull’S&P Information Technology Index sono scesi, mediamente, del 5,5%. A inizio anno si attendeva una crescita del 7,2%. 

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.