Il mattone non si sgretola

Ma mentre in America e in Cina aumentano le vendite e i prezzi il settore immobiliare in Italia resta al palo. 

Marco Caprotti 16/04/2013 | 14:11
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Il mattone in Borsa tiene. Il paniere Msci relativo al real estate mondiale nell’ultimo mese (fino al 15 aprile e calcolato in euro) ha guadagnato il 4,7%, portando a +11,2% la performance da inizio anno. E’ un effetto del miglioramento della situazione in alcune importanti aree geografiche che, però, non sembra avare nessuna eco in Italia.

Usa tonici
Le vendite di case esistenti negli Stati Uniti in febbraio sono salite dello 0,8%, a un tasso annualizzato di 4,98 milioni di unità, inferiore ai 5 milioni previsti dagli analisti ma comunque al livello più alto dal novembre 2009. Contestualmente, i prezzi delle case nelle 20 principali aree metropolitane americane sono aumentati dell’8,1% annuale, oltre l’atteso 7,9%  (il balzo in avanti più forte dal giugno 2006). Su base mensile l’incremento è stato dell’1%.

La Cina corre ancora
I prezzi delle case nelle principali 100 città cinesi sono cresciuti per il decimo mese consecutivo a marzo. Il prezzo medio è aumentato dell'1,1% a 9.998 yuan, pari a 1.600 dollari, al metro quadrato. L'incremento è pari al 3,9% su base annuale, contro il +2,5% di febbraio. I prezzi sono saliti nonostante i tentativi del governo di raffreddare il mercato negli ultimi tre anni. Una delle ultime misure è di qualche settimana fa quando in 12 città, tra cui Pechino e Shanghai, sono state emanate norme più stringenti sulla proprietà immobiliare.

Italia sempre debole
Nel quarto trimestre 2012, secondo le stime dell’Istat, l’indice dei prezzi delle abitazioni acquistate dalle famiglie sia per fini abitativi sia per investimento ha registrato una diminuzione dell’1,5% rispetto al trimestre precedente e del 4,6% nei confronti dello stesso periodo del 2011. Il calo è il quinto consecutivo a partire dalla fine del 2011, mentre la diminuzione in termini tendenziali è la più marcata delle quattro registrate nel corso del 2012. L’indice dei prezzi delle abitazioni nuove è diminuito dello 0,3% su base congiunturale, segnando un aumento dello 0,8% rispetto allo stesso trimestre del 2011. Invece, quello dei prezzi delle abitazioni esistenti è diminuito del 2,2% rispetto al trimestre precedente e del 6,9% su base annua.

E’ la terza volta consecutiva, osserva l’Istat, che i prezzi delle abitazioni nuove registrano un rallentamento dei tassi di crescita rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre, sempre su base annua, i prezzi delle abitazioni esistenti presentano diminuzioni via via più marcate a partire dal quarto trimestre del 2011.  In media, nel 2012, i prezzi delle abitazioni sono diminuiti del 2,7% rispetto al 2011 (quando la variazione annuale era stata pari a +0,8%). 

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Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.