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A qualcuno piace il mix di stili

I fondi blend hanno in portafoglio sia titoli orientati al valore sia alla crescita. I pesi dei due segmenti possono variare, anche in modo significativo.

Marco Caprotti 17/07/2019 | 09:15

Blend, nella definizione del Cambridge English Dictionary è “una miscela di differenti cose o stili”. Una definizione che, in finanza, indica quegli strumenti che investono sia negli asset chiamati value che in quelli growth. L’obiettivo di questo tipo di fondo è aiutare la diversificazione spalmando le opportunità di investimento e di controllo del rischio sia sulle società solide e di qualità, ma con un valore di Borsa inferiore a quello dei competitor (value), sia su aziende che promettono una crescita veloce del business e del valore sul listino (growth).

Più value o growth?
Morningstar classifica i fondi per gruppi omogenei tenendo conto anche dello stile blend. Per quanto riguarda i fondi venduti in Italia destinati alla clientela retail raccolti nella categoria Morningstar Gobal large cap blend, ad esempio, la presenza media di azioni value è del 26% contro il 35,1% di azioni growth. Spostando il tiro sulla categoria blend Europe, la situazione cambia di poco: 29% di value rispetto al 35% di growth. Nel segmento Usa large cap blend, i titoli orientati al valore hanno una presenza media del 30,9% contro il 32% delle azioni growth, anche se si possono trovare grosse disparità in alcuni strumenti.

 

Presenza di value e growth nei blend Global, Europe e Usa
blend

 

Global blend
Nella categoria Global large cap blend un fondo con Analyst rating dove value e growth si equivalgono è Fidelity World A-Acc-USD (Silver). “Il fondo cerca di ottenere un rendimento netto del 4% all’anno superiore a quello dell’indice Msci World in un periodo rolling di tre anni”, spiega Peter Brunt, fund analyst di Morningstar in un report del 10 luglio 2019. “Le idee sono generate primariamente in maniera bottom up. Vengono utilizzate analisi quantitative per ridurre l’universo investibile dei titoli con una capitalizzazione di mercato superiore al miliardo di dollari a una quantità gestibile (circa 150 nomi). Il gestore tenta di identificare società che rientrino in almeno una delle tre categorie che lui definisce come special situations: valore eccezionale, business unico, corporate change. Con valore eccezionale il gestore intende quelle azioni che crede possano avere un upside del 50% nel giro di tre anni. Quelle con business unico sono le società che dominano nella loro industria e hanno un vantaggio competitivo sostenibile. Con corporate change sono etichettate quelle società che possono andare incontro a un elemento di cambiamento strutturale (nel giro di 12-18 mesi) che può portare a un aumento significativo del prezzo delle azioni”.

Europe blend
Nella categoria Europe large cap blend un fondo con Analyst rating dove i due stili si equivalgono è Invesco Pan Eur Structured Equity E EUR Acc (Silver). “Le azioni sono selezionate con un metodo quantitativo”, spiega Barbara Claus, fund analyst di Morningstar in un report dell’1 marzo 2019. “Fra le azioni europee più liquide un modello di selezione cerca di prevedere i rendimenti relativi. Il modello, che è continuamente rivisto, è basato su indicatori che ricadono in tre categorie generali: revisione degli utili, comportamento del management, valutazioni. Le azioni vengono giudicate in base a quanto sono interessanti rispetto al settore e alla regione di appartenenza. Vengono fatte anche delle previsioni di rischio basate su fattori quantitativi e qualitativi. Sulla base di queste previsioni viene costruito il portafoglio utilizzando un processo di ottimizzazione che tiene anche conto dei costi di transazione”.

Usa blend
Nella categoria Us equity large cap blend, un fondo con Analyst rating dove value e growth si equivalgono è AB Select US Equity C USD Acc (Bronze). “Il gestore combina temi macro e settoriali con l’analisi fondamentale delle società”, spiega Natalia Wolfstetter, fund analyst di Morningstar in un report del 19 dicembre 2018. “Applica un approccio che cerca di reagire velocemente ai cambiamenti di mercato in maniera tale da limitare i rischi di ribasso. Il team di gestione preferisce società con forti flussi di cassa, con un management attento alle esigenze degli azionisti e che, potenzialmente, possano registrare una crescita degli utili superiore al mercato in un orizzonte temporale di 3-5 anni. Pur essendo il potenziale di lungo termine un elemento importante, il gestore può aggiustare la posizione in base a considerazioni di breve periodo e ridurla se il team prevede che ci possano essere elementi negativi nel breve termine”.


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Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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