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Chi spinge la Cina hi-tech

I piani di Pechino per far diventare il paese asiatico leader nella robotica e nell’IA, insieme all’aumento delle spese dei giovani via smartphone, stanno facendo esplodere il settore. 

Marco Caprotti 06/03/2019 | 16:13

Qualcuno parla già di sino-Silicon Valley su cui puntare. Tradotto: La Cina sta diventando una potenza mondiale in campo tecnologico e un’opportunità di investimento per chi non si fa spaventare da un’economia che non corre più come una volta e dagli effetti che potrebbe avere una guerra commerciale fra il paese asiatico e gli Stati Uniti. “Gli sviluppi in ambito hi-tech in Cina, guidati dallo shopping online e da una ormai radicata abitudine ad acquistare via Internet, stanno superando quelli che si vedono altrove”, spiega Andrew Willis, analista di Morningstar. “I pagamenti attraverso lo smartphone – attualmente il mezzo preferito per le spese online - hanno raggiunto i 3mila miliardi di dollari contro i 110 miliardi degli Usa”.

Ma cosa c’è dietro a questo boom? Una spinta è arrivata sicuramente dal piano chiamato Made in China 2025 con in quale il governo cinese ha intenzione di far diventare il paese leader mondiale in segmenti come la robotica e l’intelligenza artificiale.

La carica dei giovani
Ci sono poi da considerare i consumatori giovani. “In generale, si dice che in Cina gli acquisti stiano calando”, dice l’analista. “Chiunque abbia figli e li guardi alle prese con uno smatphone deve però ammettere che i consumi fra questa categoria di acquirenti non sembrano destinati a scendere”, In Cina l’uso di questi apparecchi è diventato molto comune, soprattutto perché legato ai videogame. Un’esplosione che ha spinto il governo a bloccare temporaneamente la concessione di licenze per nuovi giochi nel tentativo di contrastare fenomeni di dipendenza.

“In Cina ci sono 400 milioni di giovani che usano un telefonino e che spendono una parte dei loro soldi su Internet”, dice l’analista. “E’ un fenomeno con il quale bisogna fare i conti. Inoltre, di solito, le spese online sono quelle meno toccate dal rallentamento generale dei consumi”, I giovani cinesi, insomma, preferiscono spendere senza sborsare contanti ma usando piattaforme elettroniche dedicate che stanno anche prendendo il posto delle carte di credito. “Un’abitudine che hanno sviluppato molto prima dei giovani occidentali e che ha portato alla proliferazione del settore fintech”, dice l’analista.

Una tendenza che non sembra dstinata ad arrestarsi . “Bisogna fare attenzione soprattutto alla cosiddetta generazione Z (chi ha meno di 24 anni, Ndr)”, spiega Chelsey Tam, analista di Morningstar specializzata sulla Cina. “Formano il 30% dei cittadini più avvezzi all’uso di Internet e impiegano il cellulare per acquistare cibo, musica e viaggi”. Ctrip, la più grande agenzia viaggi online della Cina, ha comunicato che il 70% dei suoi clienti ha meno di 35 anni. “E ha aggiunto che la generazione degli under 29 fra gli acquirenti continua a crescere e ora rappresenta il 50% dei suoi consumatori”, dice Tam.

Nella tabella sotto sono elencati i fondi della categoria Morningstar dedicata all’equity cinese che hanno la maggior presenza netta di titoli tecnologici.

  
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Nella tabella sotto sono elencati fondi della categoria Morningstar dedicata alle società tecnologiche che hanno la maggior presenza netta di titoli cinesi.

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Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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