La frenata del Giappone non preoccupa il mercato

I dati macro del paese pesano sull’andamento delle ultime settimane. Ma gli operatori sono ottimisti per quanto riguarda il lungo periodo. Il mix di politica fiscale ed economica, dicono, porterà la crescita.

Marco Caprotti 15/11/2018 | 09:47

Il Giappone scivola. L’indice Morningstar dedicato al Sol levante nell’ultimo mese (fino al 13 novembre e calcolato in euro) ha perso il 2,7% (-3,5% in yen), portando a -2,8% (-7,73%) la performance da inizio anno.

Indice Morningstar Japan
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Dati in euro aggiornati al 13 novembre 2018
Fonte: Morningstar Direct

Colpa, da una parte delle continue tensioni commerciali scatenate dall’amministrazione Usa con l’introduzione dei dazi alle importazioni (questione sulla quale potrebbe non essere lontano un accordo fra Washington e Tokyo) e, dall’altra, della situazione macro interna che mostra una fase di rallentamento. Gli ultimi dati arrivati dall’Arcipelago mostrano un Pil in contrazione dell’1,3% rispetto al +3% segnato nel secondo quarter dell’anno.

C’è da preoccuparsi?
“L’indebolimento dell’economia giapponese fa scendere lo yen e, a ruota, aiuta le esportazioni nipponiche”, spiega James Gard, analista di Morningstar. Ci sono poi le prospettive più a lungo termine. “Il Giappone continuerà a crescere, poiché il mix di politica monetaria e fiscale mira specificamente a surriscaldare l’economia per far aumentare le aspettative di inflazione”, spiega una nota di Valentijn van Nieuwenhuijzen, Chief Investment Officer di NN Investment Partners. “Gli sviluppi economici in Europa e in Giappone permetteranno un percorso di convergenza da parte di queste regioni verso l’economia degli Stati Uniti. Gli eventuali venti contrari attesi, come le operazioni attuate dalla Fed e le dinamiche del mercato del lavoro, non dovrebbero interrompere questo trend”.

La debolezza della piazza finanziaria, inevitabilmente, si è riflessa sull’andamento dei fondi presenti nelle categorie che raccolgono gli strumenti dedicati all’equity del Sol levante. Quella riservata alle Large cap in quattro settimane ha perso (in euro) quasi il 3% (-3,81% in yen) mentre quella riservata alle Mid e Small cap ha lasciato per strada il 4,38% (-5,99%).

Un Gold corre
Fra i fondi che investono sulle aziende Large cap (quelle votate all’export), l’unico che ha avuto un andamento positivo nel periodo è stato Man GLG Jpn CoreAlpha Eq D (Analyst rating: Gold). “I gestori cercano di fare meglio dell’indice Topix nel lungo periodo seguendo un approccio contrarian basato sulle valutazioni”, spiega Peter Brunt, fund analyst di Morningstar in un report del 28 dicembre 2017. “I manager cercano idee soprattutto fra le 300 aziende più grandi presenti nel paniere. Il primo passo è quello di identificare anomalie di prezzo rispetto a quello che viene ritenuto il valore reale, seguendo diverse metriche quantitative. Vengono studiati elementi come il rapporto prezzo/valore di libro e i rendimenti da dividendo in diversi cicli di mercato, anche in rapporto al mercato, ai concorrenti e alla media del settore di appartenenza. I gestori poi fanno un’analisi di tipo qualitativo sulle società per cercare di capire il motivo dello sconto. Idealmente preferiscono aziende dominanti nel loro settore che abbiano un forte management, ma è sempre il livello di anomalia del prezzo che guida la decisione finale dell’investimento”.

L'analisi è stata realizzata con la piattaforma per professionisti finanziari, Morningstar Direct. Clicca qui per saperne di più sulle sue funzionalità.

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Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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