Riforma Fornero, nel 2013 a pieno regime

Il 2012 è stato l’anno del “Salva Italia” e di una nuova revisione della disciplina pensionistica. Adesioni al secondo pilastro ferme.

Valerio Baselli 31/12/2012 | 10:57
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Altro che Maya. Il 2012, almeno in Italia, sarà ricordato come l’anno dei tecnici al governo e soprattutto della riforma delle pensioni, che ha segnato una piccola rivoluzione per il sistema previdenziale italiano, rendendolo molto meno generoso che in passato.

Dopo quella a firma di Amato, Dini, Prodi e Maroni, è infatti arrivata la riforma Fornero, ministro dell’ormai dimissionario governo Monti, in vigore dal primo gennaio 2012.  Il Decreto prevede, tra l’altro, l’estensione del calcolo contributivo a tutti, il graduale innalzamento dell’età pensionabile e il congelamento dell’indicizzazione al costo della vita dell’assegno pensionistico per due anni (2012 e 2013) per le pensioni superiori a 1.486,29 euro al mese.

Detto questo, alcune novità saranno effettive proprio a partire dal primo gennaio 2013, come ad esempio l’aumento della soglia per la pensione di vecchiaia a 66 anni e tre mesi sia per gli uomini che per le donne e il sistema dell’adeguamento automatico dei requisiti pensionistici alle speranze di vita. Insomma, il traguardo della pensione sarà più lontano per tutti, non a caso il sistema prevede incentivi per chi prolunga la vita lavorativa. Nel 2013, inoltre, saranno ancora una volta colpiti i cosiddetti pensionati d’oro, con un contributo di solidarietà del 5% per la parte eccedente i 90 mila euro, del 10% per la parte eccedente i 150 mila euro e del 15% per la parte eccedente i 200 mila.

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Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar.

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