Ibbotson: azioni meglio se emergenti

Il team degli analisti Morningstar ha rivisto l'asset allocation dei suoi portafogli.

Morningstar Europe Editor 18/01/2012 | 14:22
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Nel quarto trimestre 2011 il mercato azionario ha recuperato alcune perdite rispetto al periodo precedente, registrando forti guadagni nel mese di ottobre, grazie ai dati economici e societari negli Usa. In novembre e dicembre, invece, la performance dei titoli azionari è stata altalenante a causa delle difficoltà nel trovare una soluzione alla crisi europea e all'allargamento dello spread tra titoli di stato italiani e spagnoli da un lato e tedeschi dall'altro.

Movimenti di mercato
La maggior parte dei mercati azionari ha chiuso il 2011 in rosso, nonostante la ripresa dell’ultimo trimestre. L’ulteriore deprezzamento della moneta comunitaria rispetto alle principali valute ha avvantaggiato gli asset non denominati in euro. In particolare, grazie al cambio, le azioni statunitensi e inglesi sono state tra le migliori, guadagnando rispettivamente il 15,2% e il 12,8%, in euro.
Le emissioni corporate europee hanno performato l’1,3%, poiché il differenziale rispetto ai governativi si è ridotto nel corso del trimestre. I titoli di Stato europei sono stati leggermente in perdita e i bond europei legati all’inflazione hanno ceduto un altro 2%, in quanto le aspettative sull’inflazione sono scese di fronte a prospettive negative per la crescita economica.

Performance negative per i portafogli
In una situazione di questo tipo, tutti e tre i portafogli, elaborati da Ibbotson, hanno sottoperformato il rispettivo indice di riferimento, a causa del minor peso della componente azionaria. Il modello elaborato da Ibbotson ha mantenuto il sovrappeso sul reddito fisso e ridotto quello dei Reits (i fondi immobiliari quotati) europei a favore delle azioni non-Euro, in particolare quelle dei emergenti. Il peso dell’Italia e della zona Euro è stato ulteriormente diminuito. Tra le asset class del reddito fisso, è calato ancora il peso dei governativi euro a vantaggio dei corporate bond.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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