Parigi senza tripla A, il salva-Stati trema

L’agenzia Standard&Poor’s ha declassato il debito nazionale francese, il problema sono le possibili conseguenze sul fondo Efsf.

Valerio Baselli 16/01/2012 | 10:38
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La notizia era già nell’aria, ora è ufficiale. La Francia ha infatti perso la tripla A. Secondo quanto riportato dall’Agence France Presse, Standard&Poor’s ha deciso di togliere la massima valutazione alla Repubblica transalpina. In realtà, i mercati avevano ampiamente anticipato la decisione ufficiale. Non è un caso, infatti, che recentemente lo spread dei titoli di Stato francesi a 10 anni rispetto ai Bund tedeschi è salito da inizio dicembre 2011, passando da un valore di poco inferiore a 100 punti base a circa 150 punti base segnati venerdì 6 gennaio, per poi fluttuare tra questi due valori, restando comunque sempre al di sotto del valore massimo di 190 punti base toccato a metà novembre (subito dopo notizia relativa al downgrade, lo spread è rimasto sui 135 basis point). Insomma, con la perdita della massima valutazione creditizia, cresce la probabilità che nei prossimi tre anni la Francia debba emettere obbligazioni in quantità addirittura superiori a un paese fortemente indebitato come l’Italia.

A dire il vero, pur in ritardo rispetto ai mercati, anche la politica aveva fiutato la cosa. “Se le agenzie dovessero toglierci la tripla A”, ha affermato il presidente Nicolas Sarkozy in un’intervista a Le Monde rilasciata la settimana scorsa, “affronteremo la situazione con calma e sangue freddo. Sarebbe una difficoltà in più, ma non insormontabile. Quello che conta è la credibilità della nostra politica economica e la nostra strategia determinata di riduzione della spesa”.

Se crolla Parigi, addio aiuti alla periferia
Il fatto è che questo scenario non riguarda solo i cugini d’Oltralpe. Il destino del Fondo salva-Stati, Efsf, è strettamente legato a quello della Francia. Lo ha affermato l’agenzia di rating Fitch, secondo cui la tripla A assegnata al fondo dipende proprio da quella di Parigi. Lo stesso concetto è stato espresso anche dal presidente della Banca centrale europea Mario Draghi in un recente discorso all’Europarlamento. “L'effetto della perdita della tripla A da parte della Francia avrebbe conseguenze importanti sulla valutazione di altri paesi e anche sul Fondo salva-stati”, ha commentato l’ex governatore di Bankitalia, che però ha anche aggiunto che “non ci si deve fondare esclusivamente sul rating delle agenzie nella regolazione e nelle pratiche di mercato”.

I bond del fondo subordinati a quelli francesi
Dando uno sgurdo ai rendimenti delle obbligazioni governative francesi e dei bond emessi dal Fondo Efsf, si nota come le prime abbiano oggi un rendimento superiore a quelle emesse dal Fondo Salva-Stati (come mostra il grafico qui sotto).


Fonte: M&G Investment

“Fitch ha portato in evidenza un fatto ovvio, quando ha affermato che il rating tripla A del fondo salva-Stati è subordinato al fatto che la Francia conservi la valutazione massima”, commenta Michael Riddell, analista obbligazionario di M&G Investments, in una nota . “Francia e Germania forniscono più dell’80% delle garanzie al Fondo (la Francia fornisce all’Efsf garanzie pari a 158,5 miliardi di euro cui si aggiungono sovra-garanzie)”. Con un ipotetico default della Francia, il fondo Salva Stati non potrebbe più funzionare. “Se si verificasse il default della Spagna o ancora di più dell’Italia, la Francia potrebbe seguire e forse anche la Germania”, prosegue la nota. “Ma se si dovesse arrivare al punto di un default di Spagna o Italia, possiamo essere certi che i garanti del Fondo Salva Stati verrebbero meno alle garanzie fornite poiché un salvataggio di Spagna o Italia aumenterebbe fortemente il rischio di un default dei garanti stessi. E questo è soltanto uno dei problemi del fondo salva-Stati”.

Insomma, le obbligazioni del fondo salva-Stati sono effettivamente subordinate ai titoli di Stato francesi. “Personalmente non toccherei nessuna di queste”, conclude Riddell.

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Info autore

Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar.

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