Il Giappone gioca la carta elettorale

Il deciso programma elettorale di Koizumi e la fusione tra le due parti più agguerrite dell’opposizione danno al Giappone maggiori possibilità di attuare le riforme dopo le elezioni di Novembre.

Jonas Lindmark 06/08/2003 | 15:48
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La Borsa di Tokyo è cresciuta rapidamente a partire dalla prima settimana di luglio, regalando alle azioni giapponesi il primato dei rialzi nel corso degli ultimi tre mesi. Dal 30 aprile al 31 luglio, infatti, l’indice MSCI Japan in dollari è salito del 17%, contro un MSCI World che si è fermato al 9%.

Due importanti sviluppi politici hanno giocato a favore del listino giapponese: il forte programma elettorale del primo ministro Junichiro Koizumi e l’accordo tra due più estremiste parti dell’opposizione.

Koizumi ha guadagnato molta popolarità dalla gestione della guerra in Iraq e nel Nord Korea durante la primavera, rendendo molto

probabile la sua rielezione alla guida del partito LDP a settembre. Il 10 luglio egli ha annunciato il suo programma elettorale, con il piano di privatizzazione della società Japan Highway Corporation e dei servizi postali: “Non so se vincerò la presidenza dell’LDP, ma se così fosse, il partito dovrà rassegnarsi al mio progetto politico. I miei programmi per la guida del partito, diventeranno le promesse dell’LDP alle prossime elezioni nazionali”. Secondo le indiscrezioni, le elezioni alla camera bassa si terranno all’inizio di novembre.

L’unione dell’opposizione

L’altro importante sviluppo di carattere politico si è verificato due settimane più tardi, quando i due partiti dell’opposizione, il Partito Democratico del Giappone (DPJ) e il Partito Liberale hanno annunciato la loro fusione. Questo ha creato una valida alternativa politica all’LDP e costringerà i politici di entrambe le parti a dichiararsi contro o a favore delle riforme proposte da Koizumi e dai suoi sostenitori.

Dalla sua elezione nella primavera del 2001, il primo ministro ha sempre sostenuto la necessità delle riforme strutturali. Ma i progressi in questa direzione sono stati molto lenti durante questi due anni al potere. Gli economisti stranieri concordano che sarà impossibile per il Giappone tornare a crescere a tassi elevati senza sostanziali cambiamenti nel settore finanziario e nel resto dell’economia. Gli avvenimenti politici di luglio hanno dunque aumentato le probabilità che riforme importanti vedano la luce dopo le elezioni di novembre.

Considerando gli attuali livelli del mercato nipponico, gli stessi del 1983, gli investitori che si attendono una pronta implementazione delle riforme dopo le elezioni, probabilmente rintracciano in Tokyo buone opportunità di acquisto.

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Info autore

Jonas Lindmark

Jonas Lindmark  has been editor and head of fund analysis at Morningstar Sweden since August 2000. Before that he was personal finance editor and designed fund ratings during 9 years at the weekly business magazine Affärsvärlden.

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