Cattive notizie

L’Msci Japan (denominato in yen) ha toccato un nuovo minimo degli ultimi 16 anni lo scorso 4 settembre e ha raggiunto il minimo di ogni tempo anche in euro. Nelle ultime tre settimane lo yen ha perso il 6% sul dollaro e il 4% contro l’euro.

Jonas Lindmark 26/09/2002 | 10:29
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Sul fronte delle notizie positive, al 24 settembre Tokyo registra la perdita più contenuta rispetto alla maggior parte delle altre Borse mondiali, sia sul mese sia da inizio anno: l’Msci Japan in dollari ha ceduto solo il 7% quest’anno, contro la perdita del 27% segnata dal Msci World.

Il sentiment

Tenuto conto della quantità di notizie cattive provenienti dal Giappone, la tenuta relativa dell’indice potrebbe apparire poco logica, ma una spiegazione c’è. Il sentiment era estremamente negativo all’inizio dell’anno e gli investitori temevano un crollo finanziario per la fine dell’anno fiscale, al 31 marzo. Quando il disastro

potenziale è stato evitato, molti investitori hanno cominciato a pensare che il rischio di downside fosse contenuto.

Tuttavia, le notizie negative di settembre dovrebbero far temere un’altra volta gli investitori, soprattutto l’annuncio a sorpresa della Bank of Japan (Boj) settimana scorsa che la Banca comincerà a comprare le azioni delle istituti di credito in difficoltà, una manovra che gli esperti considerano inefficace (Morgan Stanley) e bizzarra (Smithers & Co). Inoltre, il 20 settembre il mercato ha assistito al primo flop mai dell’asta dei titoli di stato a dieci anni.

Nel frattempo, le statistiche che parlano di una ripresa dell’economia lenta non sono incoraggianti per la Borsa, vista la continua latitanza sui temi della riforme economiche. Il premier Koizumi, dopo più di un anno, non ha mantenuto le promesse elettorali e il rischio di un attacco degli Usa in Iraq potrebbe ulteriormente mettere in ginocchio Giappone, fortemente dipendente dalle importazioni di petrolio.

Le attese

Per risollevare il mercato giapponese è necessaria una notizia positiva di grand eimpatto, ma lo stallo politico e la debolezza del sistema finanziario sembrano ormai un problema senza soluzione. La probabilità che Koizumi riuscirà a portare a termine le sue riforme è minima.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Jonas Lindmark

Jonas Lindmark  has been editor and head of fund analysis at Morningstar Sweden since August 2000. Before that he was personal finance editor and designed fund ratings during 9 years at the weekly business magazine Affärsvärlden.

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