Inflazione in calo nell’Eurozona, focus sul meeting della BCE

Non è atteso un taglio dei tassi di interesse nella riunione della Banca centrale europea la prossima settimana, nonostante il calo dell'inflazione al 2,6%.

Sara Silano 01/03/2024 | 14:38
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L'inflazione nell'Eurozona è scesa al 2,6% su base annua a febbraio, in calo rispetto al 2,8% di gennaio, secondo la stima flash di Eurostat, ma superiore alle aspettative degli economisti. In vista della riunione della Banca centrale europea (BCE) del 7 marzo, gli esperti prevedono una riduzione delle stime dell'inflazione, ma pensano che i tassi rimarranno invariati.

"L'inflazione nell'Eurozona ha continuato la sua tendenza al ribasso a febbraio, con un aumento dei prezzi di appena il 2,6%, in calo rispetto al 2,8% di gennaio e al 2,9% di dicembre. Il dato è leggermente superiore alle aspettative di un aumento del 2,5%, ma almeno le cose si stanno muovendo nella giusta direzione", afferma Michael Field, European market strategist di Morningstar.

Anche l'inflazione di fondo o core, ossia escludendo i costi energetici e alimentari, è scesa al 3,1% su base annua. A gennaio era al 3,3%.

Secondo le stime di Eurostat, a febbraio i maggiori responsabili dell'inflazione nell'Eurozona sono stati gli alimentari, l'alcol e il tabacco (+4% su base annua), seguiti dai servizi (+3,9%), dai beni industriali non energetici (+1,6%) e dall'energia (-3,7%).

"Anche l'inflazione di fondo è scesa, proseguendo il trend in calo cominciato a luglio 2023, a conferma del fatto che i tassi d'interesse record stanno effettivamente avendo un impatto percepibile", ha aggiunto Field. "L'insieme di questi dati rafforza la richiesta di un taglio dei tassi da parte della BCE, possibilmente in tempi brevi".

La BCE taglierà i tassi il 7 marzo?

Il rallentamento dell'aumento dei prezzi accresce le speculazioni secondo cui la Banca Centrale Europea (BCE) rivedrà al ribasso le stime sull'inflazione nella riunione di politica monetaria del 7 marzo.

I mercati azionari europei sono in rialzo, in attesa della pubblicazione dell'indice ISM americano, un fattore chiave per monitorare lo stato di salute dell'economia statunitense.

"Nonostante siano vicini ai rispettivi obiettivi di inflazione, i banchieri centrali di Stati Uniti ed Europa sembrano esitare a tagliare i tassi", ha dichiarato in una recente nota Jonathan Gregory, Head of UK Fixed Income di UBS Asset Management.

“A gennaio avevamo detto che i prezzi di mercato stavano anticipando i tempi in riferimento all’entità della riduzione dei tassi già scontata per gli Stati Uniti e l'Eurozona entro l'estate del 2024. Mentre scriviamo, le aspettative del mercato implicano che la Federal Reserve e la Banca centrale europea taglieranno i tassi due volte ciascuna entro la fine di luglio (ipotizzando lo 0,25% per ogni mossa), rispetto ai quasi quattro tagli scontati per lo stesso periodo poche settimane fa. Il pricing attuale ci sembra molto più ragionevole”, conclude Gregory.

La BCE continuerà a monitorare anche i dati salariali, che sono particolarmente appiccicosi. "Dopo il picco della pandemia, non c'è stato un movimento significativo del mercato del lavoro e questo ha alimentato l'inflazione salariale", spiega Emile Gagna, economista di Candriam, secondo la quale "la Banca centrale europea rimarrà vigile per garantire che questa dinamica salariale non contribuisca a destabilizzare le aspettative di inflazione e ad alimentare l'aumento dei prezzi". Tuttavia, il rischio sembra essere limitato, secondo le previsioni di Gagna.

Inflazione stabile in Italia

In Italia, secondo le stime preliminari dell'Istat, nel mese di febbraio 2024 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, è cresciuto dello 0,8% su base annua, in linea con l'andamento del mese precedente.

L'inflazione di fondo, che esclude l'energia e gli alimenti freschi, è scesa al 2,4% su base annua dal 2,7% di gennaio, confermando che la tendenza al ribasso iniziata ad aprile 2023.

“A febbraio l'inflazione italiana è rimasta stabile e leggermente più bassa rispetto al consenso”, commenta Paolo Pizzoli, senior economist di ING. “Il dato conferma che il rimbalzo dopo il minimo dello 0,6% di dicembre 2023 è molto lento”.

"In prospettiva, l'andamento dell'inflazione sarà ancora influenzato dalla coda degli effetti base che hanno guidato la componente energetica, ma rifletterà anche lo stato di fondo della domanda nell'economia", conclude Pizzoli, secondo il quale molto dipenderà dagli sviluppi delle tensioni nel Mar Rosso e dalle ripercussioni sulla congiuntura.

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Sara Silano

Sara Silano  è caporedattore di Morningstar in Italia

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