I settori più esposti alle ondate di calore

Con le temperature estreme che stanno diventando la norma, gli investitori devono essere consapevoli di come il caldo potrebbe colpire i loro portafogli nei prossimi anni.

Jocelyn Jovene 29/11/2023 | 09:27
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traffic jam and heatwave

Secondo la NASA, l’estate del 2023 è stata la più calda da quando sono iniziate le registrazioni nel 1880. A livello globale, gli scienziati stimano che il riscaldamento sia nell’ordine di 1,2°C rispetto all’era preindustriale. I danni prodotti dalle ondate di caldo sono numerosi: siccità, incendi, inondazioni e tornado che distruggono terreni ed edifici, danni alle infrastrutture come i trasporti e ad altri servizi pubblici. La frequenza degli eventi meteorologici estremi è in aumento, ed è quasi certo che siano diventati più intensi e frequenti a partire dagli anni Cinquanta. Nell’estate del 2023, tre regioni sono state colpite particolarmente: l’Europa meridionale, gli Stati Uniti, il Messico e la Cina.

È improbabile che i numeri registrati quest’estate rimangano un caso insolito. Nel suo rapporto del 2022, il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC) ha identificato e valutato otto rischi chiave per le attività umane: interruzione di alcune attività, come i sistemi di trasporto, perdita di mezzi di sussistenza, aumento della povertà e della fame, malattie, scarsità d’acqua e conflitti. L’IPCC ha già confermato che il cambiamento climatico è legato alle attività umane. Tali rischi chiave, che potrebbero aumentare in futuro, dipenderanno dall’entità del cambiamento climatico, ma anche da quanto le società saranno esposte e vulnerabili a tali cambiamenti. Le ondate di caldo rappresentano una delle minacce più mortali per le popolazioni umane, come dimostra il bilancio di circa 500.000 persone che ogni anno muoiono a livello globale. Bisogna poi distinguere gli impatti diretti (shock termici) da quelli indiretti (diffusione di malattie).

I rischi per i lavoratori

Il caldo ha degli effetti anche sul capitale umano. In Europa, si stima che  il 23% dei lavoratori sia stato esposto ad alte temperature durante circa il 25% del proprio orario di lavoro. Questo accadeva nel 2015. La situazione è ancora peggiore in settori specifici come l’agricoltura o l’edilizia, dove i lavoratori lavorano all’aperto. Secondo Eurofound, l’agenzia dell’Unione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, le probabilità di incidenti sul lavoro aumentano quando la temperatura supera una certa soglia: del 5%-7% in più quando la temperatura è compresa tra i 30°C e i 33°C e del 10%-15% in più quando la temperatura è superiore a 38°C. Per un investitore, è quasi impossibile isolare il proprio portafoglio da tali rischi di lungo termine. Se non riusciamo a ridurre il livello delle emissioni di gas serra, in particolare di anidride carbonica e metano, nessun settore sfuggirà alle conseguenze in termini di accesso alle risorse, siano esse umane o materie prime. L’intelligenza artificiale e i robot sono lontani dall’essere in grado di sostituire gli esseri umani nei lavori più colpiti, in particolare quelli che richiedono abilità manuale.

I settori più esposti

In un recente report, gli analisti ESG di Oddo BHF Securities hanno stimato che i settori più colpiti includono l’ alimentare, il turismo,l’energia, i produttori di semiconduttori, gli aeroporti e le assicurazioni. L’industria alimentare sarà colpita dal declino della biodiversità, dalla minore qualità e dal maggior costo delle materie prime. Per quanto riguarda il turismo, sappiamo che i Paesi dell’Europa meridionale potrebbero essere più penalizzatidi altri. Tuttavia, la potenziale perdita economica in questi Paesi potrebbe essere più che compensata dall’aumento del business nel nord Europa (Regno Unito, Polonia e Paesi nordici).

Relativamente al comparto energia, se la guerra in Ucraina ha dimostrato la fragilità dell’industria del petrolio e del gas rispetto al rischio geopolitico, il cambiamento climatico potrebbe avere conseguenze ancora più profonde. Siccità, uragani, cicloni e inondazioni influiscono sulla produzione di energia o dei materiali utilizzati nella loro produzione, come rame o cobalto, secondo quanto affermato nel report di Oddo BHF, e hanno effetti anche sulla resilienza dei sistemi elettrici e sulla distribuzione dell’energia a livello globale.

Nel settore tecnologico, sia i semiconduttori che i data center potrebbero essere colpiti dalla scarsità d’acqua. Alcuni Paesi, come Taiwan, dipendono dalla capacità produttiva di poche aziende (Taiwan Semiconductor Manufacturing TSMC nel caso del paese asiatico). Temperature più elevate possono limitare la capacità di aumentare la produzione quando è necessaria e alcuni dei progetti di espansione di TSMC sono sorprendentemente localizzati in regioni più esposte alla siccità, come l’Arizona. Molti altri produttori di semiconduttori hanno scelto il Texas per costruire nuove capacità.

Compagnie aeree e assicurazioni

Tra le infrastrutture più a rischio, Oddo BHF identifica gli aeroporti come potenzialmente vulnerabili ai cambiamenti climatici, in particolare alle inondazioni e alle ondate di caldo.

Secondo l’IPCC, le prestazioni degli aerei, delle piste, del personale e degli edifici stanno diventando più fragili durante le ondate di caldo, il che si tradurrebbe in un deprezzamento accelerato di alcuni beni e nella necessità di investire più denaro per mitigare l’impatto del cambiamento climatico.

“L’aumento di questi fenomeni atmosferici estremi influenza direttamente il modello economico degli assicuratori e dei riassicuratori”, spiega Oddo BHF. “In primo luogo, sul lato del passivo dei loro bilanci, il moltiplicarsi di danni causati dai disastri naturali porta inevitabilmente a perdite legate alla loro copertura. In secondo luogo, il deprezzamento dei portafogli, indotto ad esempio dalla reazione dei mercati alla possibilità che vengano introdotte nuove normative, può incidere sul valore degli attivi di bilancio”.

Il cambiamento climatico non solo ha portato ad un aumento dei premi assicurativi, ma è stato anche utilizzato come scusa da parte di alcune compagnie assicurative per ridurre la copertura delle loro polizze. L’aumento dei disastri naturali, afferma nel suo report Oddo BHF, aumenta le sfide sociali che il settore dovrà affrontare.

 

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Jocelyn Jovene

Jocelyn Jovene  è Editor di Morningstar Francia

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