Morningstar avvia la copertura di Arm Holdings con un rating di due stelle

Gli analisti riconoscono all’azienda un Economic Moat nella misura di ampio, ma alle attuali quotazioni di mercato il titolo è scambiato a premio rispetto al fair value.

James Gard 17/10/2023 | 13:04
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Arm Holdings

Il debutto in Borsa di Arm Holdings (ARM), azienda britannica che progetta software per i chip che alimentano cellulari, tablet, tecnologia indossabile e automobili, è stato tra quelli più importanti a Wall Street da inizio anno. Con un prezzo di IPO fissato a 51 dollari, nella fascia alta della forchetta, le azioni sono salite del 25% nel primo giorno di negoziazione, il 15 settembre scorso. Un mese dopo, però, il prezzo di mercato è di appena 1 dollaro superiore rispetto al valore iniziale.

Questa settimana Morningstar ha avviato la copertura del titolo Arm con un fair value di 34 dollari, circa 17 dollari in meno rispetto alle attuali quotazioni di mercato, e gli analisti invitano gli investitori ad avere un atteggiamento prudente.

“Facciamo fatica a giustificare l’elevata valutazione dell’IPO di Arm nonostante le sue buone prospettive di crescita”, afferma l’analista Javier Correnero.

Il nostro fair value implica un rapporto Enterprise Value/EBIT di 41 per l’esercizio 2024 e di 31 volte per il 2025. A 51 dollari per azione, invece, il mercato sconta per gli stessi anni multipli rispettivamente pari a 59 e a 41 volte.

Morningstar prevede un tasso di crescita annuo dei ricavi dell’11% nel prossimo decennio, con un margine operativo in espansione dal 23%, del 2023, al 39% atteso nel 2026.

Moat nella misura di Ampio

Secondo gli analisti di Morningstar, l'azienda ha un Economic Moat nella misura di Ampio: "Arm è riuscita a costruirsi una posizione di vantaggio competitivo all’interno del settore grazie al forte potere contrattuale che riesce ad esercitare sui clienti (switching costs) e ai suoi asset immateriali. Arm produce chip che rispondono a precise richieste del cliente, che ha l’esigenza di inserirli in una determinata architettura. Questo crea un certo legame di dipendenza verso il fornitore, perché le nuove versioni dei microprocessori dovranno essere realizzate nella stessa architettura, poiché cambiarla comporterebbe una spesa molto elevata. Inoltre, grazie a rapporti di lunga data con i suoi clienti, Arm riesce ad avere visibilità sui progetti futuri di questi ultimi, cosa che la facilita nell'innovazione in ricerca e sviluppo” afferma Correnero.

L’azienda può contare anche su una quota di mercato del 99% nelle CPU (processore centrale) per smartphone e ha grosse opportunità di crescita nel segmento dei data center. Sebbene l'x86 di Intel rimane l'architettura principale nei data center, Arm sta guadagnando terreno grazie a CPU più efficienti dal punto di vista energetico.

Il rating sull'incertezza 

Gli analisti di Morningstar, però, assegnano ad Arm un rating sull’incertezza pari a Elevato. Questo giudizio deriva da due fattori: la sua esposizione alla Cina e l’architettura RISC-V.

“Arm China, che è l’unica entità autorizzata a vendere la proprietà intellettuale di Arm in Cina, non è controllata da Arm Holdings. Arm concede in licenza l’IP ad Arm China, che poi lo concede in sublicenza a clienti cinesi come Xiaomi o Huawei. Il riconoscimento dei ricavi di Arm Holdings dalla Cina dipende dalle informazioni fornite da Arm China e i controlli sulla rendicontazione finanziaria sono stati storicamente deficitari. Inoltre, c’è il rischio che i dipendenti cinesi possano tentare di rubare la proprietà intellettuale di Arm China, date le continue tensioni politiche con gli Stati Uniti”, aggiunge Correnero.

“RISC-V è un'architettura molto semplice e open source in cui gli sviluppatori possono modificare l'architettura senza pagare una licenza. Ciò garantisce costi di avvio inferiori e maggiore libertà di progettazione, anche se a discapito di un time-to-market più lungo e di un’assistenza clienti più scarsa. Non prevediamo che RISC-V danneggi Arm nei prossimi 10 anni, ma da allora in poi l’adozione dell’ecosistema dipenderà dalla volontà dei clienti di cambiare e da quanto aggressiva sul prezzo diventerà Arm”.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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James Gard  Editor di Morningstar

 

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