Fondi pensione sempre più “verdi”

Secondo una recente ricerca, l’asset allocation dei comparti di previdenza integrativa italiani rimane ancora piuttosto tradizionale. Allo stesso tempo aumentano gli investimenti in infrastrutture. L’approccio ESG è invece ormai consolidato.

Valerio Baselli 27/07/2023 | 09:31
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Pensione

Volatilità, inflazione, tassi d’interesse in salita, rallentamento economico, incertezza. Tutti fattori che rendono la vita difficile a chi deve gestire un patrimonio finanziario, incluse le allocazioni di lunghissimo periodo come i fondi pensione.

Oggi, i portafogli dei fondi pensione hanno a disposizione una lunga serie di strumenti finanziari utili a diversificare e a dinamizzare l’allocazione dei capitali: investimenti alternativi, dal private debt al private equity, passando per il real estate e, soprattutto, il settore delle infrastrutture.

“Tuttavia, il grosso delle attività dei fondi pensione italiani rimane ancora oggi concentrato sugli investimenti tradizionali”, si legge in un’analisi ad hoc sui portafogli dei comparti di previdenza integrativa in Italia, a cura di Simone Zoccari, Director of Institutional di Columbia Threadneedle Investments.

La svolta della politica monetaria mondiale avvenuta nell’ultimo anno, che ha messo fine all’epoca del denaro a costo zero riportando i tassi in territorio positivo, ha fatto tornare in auge il comparto investment grade e fixed income, che avevano risentito dei bassissimi rendimenti dell’ultimo decennio.

Poco posto per le strategie alternative

“La rinnovata attrazione per queste asset class ha tuttavia messo in ombra gli investimenti alternativi”, spiega Zoccari, “quest’ultimi, infatti, pur registrando un trend in lieve crescita rispetto agli ultimi anni, restano ad oggi molto deboli. Dato anche l’attuale contesto di mercato, nel mondo degli investimenti alternativi al momento sono le infrastrutture di tipo equity a suscitare il maggiore interesse”.

Nel complesso, però, l’approccio dei fondi pensione verso strumenti alternativi non è cambiato negli ultimi anni. Secondo l’analisi, sono due i motivi che spiegano la ridotta presenza di investimenti in strumenti alternativi nei portafogli di questi investitori istituzionali. Il primo è legato alla regolamentazione e ai benchmark utilizzati che, come i prodotti tradizionali, difficilmente includono anche strumenti alternativi. Il secondo motivo deriva dal fatto che per incorporare asset reali in un portafoglio serve un’analisi complessa e approfondita, soprattutto quando ci si sposta sul terreno del private equity e del private debt. Per queste ragioni, l’integrazione di prodotti alternativi nella gestione dei fondi pensioni è un processo che, seppure avviato, richiederà ancora tempo per strutturarsi e svilupparsi.

A ciò va aggiunto che, nell’attuale contesto di mercato caratterizzato da rendimenti nuovamente competitivi per diverse asset class, tra cui il comparto obbligazionario, anche gli stessi consulenti dei fondi pensione sono al momento riluttanti a incrementare il rischio dei portafogli. “Si preferisce, quindi, seguire un approccio più sicuro, con un orientamento focalizzato sulla parte maggiormente conservativa e tradizionale, come l’obbligazionario e l’investment grade”, afferma Simone Zoccari.

BTP is king

Spostando il focus sul contesto di mercato, il rialzo dei tassi ha sostenuto l’interesse per i BTP e tutto il comparto obbligazionario, all’interno del quale il segmento investment grade è tornato a essere appetibile dopo che anni di bassi rendimenti lo avevano relegato ai margini. Mentre sul fronte degli asset reali non si è registrato un grande cambiamento: la lieve crescita registrata è assolutamente in linea con il trend degli ultimi anni. Nel complesso, non si è però assistito a un incremento degli investimenti reali da parte dei fondi pensione, nonostante si tratti di investitori istituzionali con un orizzonte di lungo periodo, fattore che dovrebbe spingerli a detenere nei propri portafogli asset di questo tipo, in particolare nel settore delle infrastrutture. 

Sempre più investimenti della transizione energetica

Lo studio di Columbia Threadneedle dimostra che i fondi pensione italiani presentano una netta preferenza per il mondo ESG, prediligendo in particolare il settore delle infrastrutture.

“Da un punto di vista settoriale, poiché si tratta di investimenti marginali, si preferisce mantenere un’ampia diversificazione all’interno del panorama degli strumenti alternativi, senza concentrarsi su segmenti specifici. In Italia, nell’ultimo periodo, sta acquisendo una sempre maggiore rilevanza il comparto della transizione energetica e delle fonti rinnovabili”, si legge nella ricerca.

Il contesto attuale presenta infatti interessanti opportunità di investimento nel settore infrastrutturale. Simone Zoccaro ritiene che per gli investitori sia un buon momento per entrare in questo mercato: il fotovoltaico, ad esempio, garantisce oggi un ritorno del 6-7%, perfettamente in linea con i rendimenti pagati dalle obbligazioni italiane, che si aggirano intorno al 6%. Certo, dal punto di vista dell’asset allocation la soluzione migliore è sempre quella di diversificare.

Pensando però in termini strategici, per gli investitori istituzionali con un orizzonte di lungo periodo, come i fondi pensione, gli investimenti in infrastrutture rappresentano un’ottima scelta dal momento che sono in grado di ridurre la volatilità del portafoglio. E se l’obiettivo di un portafoglio è quello di ottenere rendimenti costanti, minimizzando la sensibilità al ciclo economico, le infrastrutture possono costituire un tassello fondamentale della strategia di investimento.

“La sostenibilità, del resto, è uno degli aspetti che sta contribuendo a spingere gli investimenti in asset privati e, soprattutto, nelle infrastrutture. Infatti, la sempre maggiore attenzione dedicata agli investimenti sostenibili premia, in particolar modo, il settore infrastrutturale, trattandosi di una asset class strettamente legata al sociale, all’assenza di impatto e alla transizione energetica. Tutti fattori che caratterizzano le infrastrutture come un comparto che risulta più facilmente e meglio di altri allineabile agli obiettivi ESG”, conclude Zoccaro.  

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar.

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