In Europa, nessuna corsa verso i fondi monetari

Diversamente da quanto sta accadendo negli Usa, nel Vecchio continente i risparmiatori non stanno prelevando denaro dai loro depositi per investire in comparti monetari.

Fernando Luque 30/03/2023 | 10:14
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fondi

Le banche americane hanno un problema. Il fallimento della Sillicon Valley Bank (SVB) ha portato molti risparmiatori a diffidare delle banche di medie dimensioni e a ritirare i propri soldi. La corsa agli sportelli dei correntisti delle banche non è dovuta solo alla crisi di liquidità degli istituti di credito. Il forte rialzo dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve ha infatti spinto molti risparmiatori a cercare alternative migliori rispetto ai depositi bancari che offrono rendimenti molto bassi.

Si stima che quasi 600 miliardi di dollari siano stati ritirati dalle banche da quando la Fed ha iniziato ad aumentare i tassi di interesse, il più grande deflusso di denaro nella storia degli Stati Uniti.

Dove sono finiti questi soldi? Direttamente in Buoni del Tesoro ma anche in fondi del mercato monetario. Le nostre stime indicano che i flussi in entrata nei fondi monetari dal 1° al 27 marzo raggiungano quasi i 280 miliardi di dollari.

E in Europa?
In Europa la situazione è totalmente diversa. C'è una grande differenza tra ciò che offrono i depositi bancari e quello che pagano i titoli di stato o i corporate bond a brevissimo termine, ma non c'è stata una fuga verso i fondi monetari.

Va ricordato che ci sono due categorie Morningstar relative ai fondi che investono nel mercato monetario che si distinguono sostanzialmente per la duration dei titoli del reddito fisso in cui investono: Monetari (in rosso nel grafico sottostante) che investono in titoli con una scadenza media ponderata inferiore a 6 mesi e Monetari a Breve Termine (in blu nel grafico), che hanno una scadenza media ponderata inferiore a 60 giorni.

Queste differenze nella scadenza dei titoli si traducono in piccole discrepanze nei rendimenti, soprattutto nei periodi di stress, come si vede nel grafico sottostante.

Se calcoliamo la crescita del patrimonio di questi fondi, non possiamo dire che ci sia stato un aumento dei flussi in entrata per queste due categorie. Entrambe, infatti, hanno registrato deflussi in gennaio (circa 9 miliardi di euro) e in febbraio (circa 4 miliardi di euro).

Nel grafico sottostante abbiamo rappresentato gli asset dei fondi appartenenti a queste 2 categorie.

In conclusione, non si può dire che in Europa si stia assistendo a una fuga dai depositi bancari verso i fondi del mercato monetario.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Fernando Luque

Fernando Luque  es el Senior Financial Editor de www.morningstar.es

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