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I fattori di investimento

Guida alle principali fonti di rendimento.

Francesco Lavecchia 20/10/2021 | 09:19
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finanza personale

Quando gli investitori si muovono sui mercati non sono costretti a seguire un sentiero obbligato. Il risultato infatti, anche a seconda di quelli che sono i loro obiettivi finanziari, può essere conseguito adottando strategie molto diverse tra loro.

Di seguito analizzeremo quelle che sono le principali fonti di rendimento, ovvero: valore, volatilità, qualità, momentum, dimensione e dividendi.

Value
Una strategia Value, ovvero orientata al valore, consiste nell’identificare quei titoli sottovalutati dal mercato (in base ai multipli come i rapporti Prezzo/Utili o Prezzo/Valore attivo), nella speranza che con il tempo recuperino il loro valore reale producendo rendimenti superiori al mercato. Si contrappone a quella Growth, che invece predilige i titoli con un elevato potenziale di crescita e che sono quindi scambiati a multipli molto alti. Le società con un profilo Value operano in settori piuttosto stabili e che presentano maggiori margini di sicurezza grazie alla costanza degli utili aziendali. Sono quindi azioni tradizionalmente meno volatili e più adatte a un investimento di lungo periodo. Questo approccio è per sua natura ciclico e di solito dà il meglio di sé in momenti di espansione economica. 

Volatilità
Le strategie “low volatility” cercano di offrire agli investitori dei meccanismi per controllare il rischio e generare nel lungo periodo rendimenti simili, se non superiori, rispetto al mercato.

La bassa volatilità è un fattore difensivo che protegge gli investitori da pesanti perdite duranti le fasi di mercato ribassiste e allo stesso tempo cattura la maggior parte dei guadagni che si ottengono durante i rialzi dei listini.

Questa strategia fa eccessivo affidamento sui dati del passato per avere indicazioni sui rischi futuri. La volatilità non tiene conto di altre informazioni che potrebbero essere disponibili su una società e non vi è alcuna garanzia che i titoli storicamente meno volatili continueranno a esserlo in futuro. Inoltre, possono comportare un rischio di concentrazione significativo, con forti sbilanciamenti verso i settori difensivi come i consumer defensive o le utility. Questo è il motivo per cui le strategie a bassa volatilità gestite attivamente incorporano misure di protezione dal rischio aggiuntive come analisi sulla situazione macro e sulle singole società. 

Qualità
Le strategie focalizzate sulla qualità puntano su aziende con un modello di business consolidato, un vantaggio competitivo sostenibile, un livello stabile di profittabilità e bilanci sani. In questo caso la selezione dei titoli si basa su indicatori quali il return on equity (reddittività del capitale proprio) o altre misure relative alla salute finanziaria di un’azienda. Morningstar invece utilizza un altro parametro, l’Economic moat, che indica un vantaggio competitivo sostenibile in grado di proteggere i profitti dalla concorrenza. Anche in questo caso, gli approcci qualitativi sono ciclici, vivono periodi di alti e di bassi, ma, al contrario dell’approccio Value, tendono a ben performare in periodi di ribassi o in momenti di panico.

Momentum
L’idea alla base di questo approccio è che le azioni che hanno performato meglio in passato continueranno a fare bene e quelle che hanno sottoperformato continueranno a essere in ritardo.  Questa strategia, che ha il suo fondamento teorico nel bias comportamentale degli investitori che tendono a non reagire prontamente e in maniera adeguata alle informazioni a disposizione sul mercato, si concretizza nell’acquistare chi ha guadagnato nel passato e vendere chi ha perso. Gli investitori che adottano questo approccio fissano una finestra temporale di osservazione per individuare chi ha sovraperformato e chi ha sottoperformato il mercato e un periodo di detenzione in portafoglio prima del nuovo aggiornamento. 

Dimensione
Questo approccio si basa sulla capacità delle azioni Small cap di sovraperformare il mercato rispetto a quelle a larga capitalizzazione nel lungo periodo. Tuttavia, la critica maggiore che viene mossa a questa strategia riguarda la sua capacità di generare effettivamente un rendimento aggiustato per il rischio superiore alla media, considerato il fatto che i titoli di piccola dimensione tendono ad essere più volatili di quelli Large cap.

Dividendi
La strategia ha come obiettivo quello di creare un flusso di reddito regolare che vada ad aumentare la performance del portafoglio attraverso l’investimento in titoli con un elevato rendimento da dividendo. Ci sono fondamentalmente due modi per adottare questo approccio: uno è puntare a massimizzare il rendimento attraverso l’esposizione a titoli con yield elevati, l’altro è quello di cercare delle stock che promettono di avere un alto tasso di crescita della cedola, ovvero su società con un business di qualità e una forte stabilità finanziaria.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Francesco Lavecchia

Francesco Lavecchia  è Research Editor di Morningstar in Italia