Quanto risparmiare per una pensione serena?

Non è facile rispondere alla domanda, perché dipende da molti fattori, ma ci sono variabili che si possono personalizzare e hanno un impatto enorme sul successo o fallimento di un piano previdenziale.

Fernando Luque 22/10/2021 | 09:00
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Ponte

Quando ci prepariamo per la pensione, trascorriamo ore a studiare l'allocazione ottimale del portafoglio, le diverse opzioni di investimento, la somma che ci servirà, ecc...

C'è però un'altra metrica che spesso riceve meno attenzione, anche se è un fattore molto più decisivo per poter andare in pensione quando vorremo e nelle condizioni finanziarie desiderate: la quantità di denaro che dobbiamo risparmiare per far fronte a questa fase della vita.

Una ricerca condotta da Fidelity Investments negli Stati Uniti tenta di rispondere a questa domanda. Lo studio suggerisce che gli investitori potrebbero ragionevolmente mirare a una somma per la pensione pari a 10 volte lo stipendio finale all'età di 67 anni. Entro i 35 anni, gli investitori dovrebbero puntare a mettere da parte un ammontare pari a 2 volte i loro stipendi attuali, con un incremento di 4 volte lo stipendio attuale entro i 45 anni e 7 volte entro i 55 anni.

Molti fattori in gioco
Questo è sicuramente un buon punto di partenza, ma la verità è che sapere quanto abbiamo bisogno di risparmiare per poter vivere una pensione serena è una domanda a cui è difficile dare una risposta perché dipende da tanti fattori, molti dei quali personali. In linea di principio, un primo aspetto da considerare è quanto siamo vicini alla pensione. Il grado di incertezza è diverso tra un uomo o una donna di 30 anni e una persona di 60 anni, perché quest’ultima è più vicino al ritiro dalla vita lavorativa.

Le persone più avanti con l’età hanno ovviamente più conoscenze su quanto e come spendono ogni mese e possono proiettarle negli anni futuri. Il carrello della spesa di un individuo di 40 anni non è lo stesso di uno di 60 anni. I costi per la casa, il tempo libero, l'istruzione (se ha figli), ecc. cambiano drasticamente con l'età.

David Blanchett, capo della ricerca previdenziale di Morningstar Investment Management, ha condotto alcune ricerche sulla traiettoria della spesa dei pensionati (Estimating the True Cost of Retirement). Il ricercatore parla di “smile della spesa per la pensione”. La conclusione fondamentale è che le persone tendono a spendere molto nella prima fase post-lavorativa. C’è una certa domanda repressa di viaggiare e sfruttare il tempo libero. Poi c'è una diminuzione delle uscite negli anni centrali della pensione. La salute è ancora buona, ma diminuiscono viaggi, pasti al ristorante, ecc. Infine, la spesa tende ad aumentare più avanti nella vita.

Variabili da tenere d’occhio
Tra le variabili che si possono o si dovrebbero personalizzare e che hanno un grande effetto sul successo o sul fallimento di un piano pensionistico, Christine Benz, Direttore delle finanze personali di Morningstar, ne indica sei.

1. Il tasso di sostituzione
Il tasso di sostituzione del reddito è il rapporto percentuale fra la prima annualità completa della pensione e l'ultimo reddito annuo completo immediatamente precedente il pensionamento. Serve a determinare l’adeguatezza della prestazione previdenziale. Generalmente, i lavoratori con reddito più elevato e i grandi risparmiatori dovranno “sostituire” una percentuale inferiore del loro reddito da lavoro quando andranno in pensione rispetto a quelli a basso reddito o con tassi di risparmio inferiori.

2. L’Età pensionabile
Essere disposti a lavorare più a lungo, ammesso che si sia in grado di farlo, può offrire alcuni vantaggi: chi ritarda il pensionamento può continuare ad accumulare risparmi, aumentando anche le prestazioni previdenziali e diminuendo i prelievi dai propri investimenti. Tutti e tre i passaggi possono avere un effetto potente sulla capacità di resistenza di un portafoglio.

3. L’aspettativa di vita
Prevedere la propria aspettativa di vita è l'attività più complicata di tutte, ma vale la pena rifletterci, tenendo conto di variabili come la salute personale e la storia di longevità della propria famiglia.

4. Il tasso di rendimento atteso
Benz consiglia di essere prudenti, soprattutto se il portafoglio ha una grande quantità di obbligazioni, perché in un contesto di tassi di interesse bassi (e con possibilità di aumento), il rendimento di tale parte del portafoglio è probabilmente contenuta. E’ bene tenere presente che il tasso di rendimento può variare a seconda di come cambia l'allocazione delle attività del portafoglio. In genere, il livello di rischio assunto diminuisce man mano che ci si avvicina alla pensione e quindi, in linea di principio, anche il rendimento atteso del portafoglio scende.

5. Il tasso di risparmio
Benz sottolinea che questa variabile “è un fattore di oscillazione maggiore se ti trovi in una fase iniziale della tua carriera da risparmiatore e, quindi, hai più tempo per beneficiare dell'effetto di capitalizzazione composta”. “Le persone anziane che cercano di compensare un deficit di risparmio dovranno aumentare i propri accantonamenti di denaro in modo significativo per mettere in atto i loro piani. Inoltre, miglioreranno la probabilità di successo se saranno disposti a posticipare il pensionamento e/o a ridurre la spesa annua post-vita lavorativa”.

6. Il tasso di prelievo
Infine, i soldi che dovrai risparmiare in pensione dipenderanno anche dal tasso di prelievo, ovvero la percentuale dei tuoi risparmi che dovrai utilizzare ogni anno dopo il ritiro dalla vita lavorativa. Tradizionalmente, i consulenti finanziari indicano un tasso di prelievo fisso annuo del 4%, ma molti studi suggeriscono che si può essere più flessibili.

La grande incognita: la pensione pubblica
Un altro fattore è il grado di incertezza sulla pensione pubblica, che dipende dagli anni che mancano al ritiro dal lavoro. La tendenza comune in molti paesi non è solo l’innalzamento dell’età pensionabile, ma anche la necessità di lavorare sempre più anni per ricevere la stessa pensione.

Detto tutto questo, c'è un fattore che ha un’influenza importante sul risultato finale: l'età in cui si inizia a risparmiare per la pensione. Prima si inizia, minore sarà lo sforzo. Quindi il miglior consiglio è iniziare a risparmiare il prima possibile.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Fernando Luque

Fernando Luque  es el Senior Financial Editor de www.morningstar.es

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