I titoli growth vincono anche a Piazza Affari

A luglio il segmento delle azioni value ha ceduto il passo a quelle orientate alla crescita. I settori difensivi hanno fatto meglio dei ciclici. Le migliori occasioni di investimento sono nei settori energia e finanza.

Francesco Lavecchia 10/08/2021 | 09:05
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A Piazza Affari soffrono i titoli value, soprattutto quelli a bassa capitalizzazione. Come visto anche sui listini europei (link Barometro europeo), a luglio abbiamo assistito al consolidamento della tendenza che vede le azioni del segmento growth prevalere su quelle orientate al valore. Nell’ultimo mese, le prime hanno prevalso in tutti e tre i livelli di capitalizzazione, ma è stato tra le small cap che il divario ha toccato il punto massimo sfiorando i 1.000 punti base.

Il segmento della Morningstar Style Box che a luglio ha segnato il risultato peggiore è stato però quello Mid-value, che ha perso il 4,7% (in euro) a causa soprattutto del forte passivo accusato da Telecom Italia (-11,46%). Tra le Large cap, i titoli growth hanno prevalso su quelli orientati al valore negli ultimi tre mesi, anche se da inizio anno sono questi ultimi a sovraperformare di circa il 10% grazie alla buona intonazione del comparto finanziario, trainato dai rialzi di Intesa Sanpaolo, Unicredit e Assicurazioni Generali e dal buon risultato di Stellantis (+4,6%).

Figura 1: Il Barometro del mercato italiano
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Fonte dati: Morningstar, dati in euro al 31/07/2021

 

A livello settoriale si è consolidato a luglio il trend positivo dei difensivi. Nell’ultimo mese i titoli consumer defensive e salute sono stati i migliori registrando rendimenti rispettivamente pari a +4,4% e a +5,4%, risultati che hanno fatto salire i guadagni da maggio sopra la soglia del 18% per entrambi. Tra i beni di consumo difensivi si segnala l’ottimo risultato di Davide Campari (+5%), mentre nell’healthcare si sono messi in luce Diasorin (+7,3%) e Recordati (+8,2%).

Figura 2: I rendimenti dei settori
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Il risultato peggiore a luglio lo fanno segnare i titoli telecom ed energetici. Sui primi hanno pesato non solo le perdite registrate da Telecom, ma anche quelle di Mediaset (-7,8%). Il comparto energia, invece, ha sofferto i ribassi di Eni (-2,4%) e Tenaris (-6,7%). Da inizio anno sono stati i settori più legati al ciclo economico come quello manifatturiero, delle materie prime e della finanza ad aver realizzato i risultati migliori.

A fronte di queste performance, le valutazioni di mercato più convenienti si trovano ora tra i titoli value e in particolare tra quelli di piccola capitalizzazione, come evidenziato dal rapporto Prezzo/Fair value di 0,79 dei segmenti Mid-value e Small-value. Le azioni scambiate ai prezzi più alti sono quelle Large-growth, il cui P/FV viaggia sopra 1,5. Relativamente ai settori economici, le migliori occasioni di investimento sono tra i titoli energetici e finanziari, rispettivamente scontati del 40% e del 20% rispetto al fair value.

 

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Francesco Lavecchia

Francesco Lavecchia  è Research Editor di Morningstar in Italia