Cosa aspettarsi dalla nuova tassonomia UE per la finanza sostenibile

VIDEO: Il piano d’azione per la finanza sostenibile dell’Unione europea introdurrà un sistema per misurare i progressi del settore verso le emissioni zero. Facciamo il punto.

Holly Black 26/03/2021 | 09:12
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Holly Black: Buongiorno, sono Holly Black, qui con me c’è Andy Pettit, responsabile dalla Policy Research di Morningstar. Buongiorno.

Andy Pettit: Ciao Holly.

Black: Andy, si sta parlando molto del piano d’azione per la finanza sostenibile dell’Unione europea. Una delle novità è che si sta introducendo una tassonomia delle attività sostenibili. Puoi chiarirci meglio il concetto?

Pettit: Ci provo. Lo considero come un sistema per misurare i progressi dell’industria verso l’obiettivo delle zero emissioni, e lo fa attraverso l’identificazione di sei diversi obiettivi: si va dal clima, alla gestione delle acque, la gestione dei rifiuti, la biodiversità e tutta una serie di attività aziendali associate a questi temi per spingere la green economy. E questo non è statico. Si modificherà nel tempo man mano che verranno apprese più cose e nuove tecnologie e il suo obiettivo, per cominciare, è molto concentrato sul tema climatico e soprattutto su quelle attività che contribuiscono maggiormente alle emissioni di gas serra.

Black: Quindi, chi è effettivamente interessato e cosa devono fare le aziende al riguardo?

Pettit: Ci sono due ampi gruppi di persone interessate. Una sono le aziende stesse, almeno le più grandi in tutta Europa. Sono le aziende con più di 500 dipendenti, che sono già soggette a reporting di dati non finanziari. E questo copre circa 6.000 aziende. Quindi, quando conducono una delle attività menzionate, devono riportare il fatturato e le spese associate a tali attività. Il fatturato per vedere quanto è stato generato e la spesa per vedere quanto stanno investendo per il futuro.

Quindi, se raggiungono la soglia delle metriche associate alla loro attività e non influiscono negativamente su nessuno degli altri obiettivi ambientali e soddisfano alcune garanzie sociali minime, ad esempio, trattano bene i loro dipendenti, allora possono segnalare un grado di allineamento con la tassonomia. E poi, l’altro gruppo interessato sono i fondi di investimento che investono in un’ampia gamma di società con un certo livello di obiettivi ambientali propri.

Black: OK, quindi cosa dobbiamo aspettarci?

Pettit: Penso che, per cominciare, inizieremo a vedere più trasparenza il prossimo anno sia dalle società sia dai fondi. Detto questo, ci aspettiamo - e questo non è un problema - livelli di allineamento relativamente bassi con le soglie della tassonomia. In parte perché queste soglie sono difficili da raggiungere. Non è facile ottenere certi risultati. Ed è in parte perché dal punto di vista temporale, le società inizieranno a fare rapporto nello stesso momento dei fondi, gli stessi che investono in quelle società. Quindi, all'inizio ci sarà del deficit di informazione che sarà aggravato perché molti fondi investiranno anche in società più piccole che non devono segnalare o in attività non europee che sono escluse. Quindi, in un certo senso, per cominciare, penso che ci aspettiamo probabilmente livelli di allineamento a una cifra, ma che aumenteranno in futuro. Quello che conta però è che si cominci da qualche parte e che si stabilisca una  linea di base da cui gli investitori saranno in grado di vedere quali società e quali fondi stanno diventando più rispettosi dell’ambiente.

Black: Mi sembra già un’ottima cosa. Grazie Andy. Per Morningstar, Holly Black.

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Holly Black

Holly Black  is Senior Editor, Morningstar.co.uk

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