Cina, con Biden meno tensioni ma non si torna indietro

Secondo Matt Peron (Janus Henderson) la situazione resta tesa, anche se la trade war dovrebbe ammorbidirsi in futuro. Tuttavia, gli Usa hanno imparato la lezione e la filiera produttiva (soprattutto nella tecnologia) dovrà essere diversificata e meno dipendente da Pechino. Intanto, la prospettiva di un governo più centrista e le notizie sul vaccino spingono la fiducia sugli utili 2021 e 2022.

Valerio Baselli 20/11/2020 | 09:01
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Valerio Baselli: Buongiorno e benvenuti. Sono Valerio Baselli e oggi mi trovo in compagnia di Matt Peron, responsabile della ricerca di Janus Henderson Investors. Matt, buongiorno e grazie.

Matt Peron: Grazie per l’invito, Valerio.

Baselli: La Cina si è congratulata col presidente eletto Joe Biden quasi una settimana dopo la sua vittoria, in ritardo rispetto agli altri grandi paesi. Le autorità cinesi sembrano molto caute in questa fase. È qualcosa che la sorprende o è un comportamento normale in un momento in cui i rapporti tra i due paesi sono molto tesi e l’uscente amministrazione Trump è ancora al potere?

Peron: Sì, questi sono i punti chiave, Valerio. L’equilibrio di cui parli è molto importante, è una situazione molto tesa dal punto di vista diplomatico e non credo si vogliano esacerbare delle relazioni così tese, peggiorandole. Stanno quindi seguendo un approccio prudente. Non lo leggerei come un cattivo segnale in relazione ai futuri rapporti con l’amministrazione Biden. Crediamo che la Cina avrà nella maggior parte dei casi una discussione costruttiva con Biden. C’è molto su cui collaborare su entrambi i fronti.

Baselli: Come si evolverà la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina sotto l’amministrazione di Biden, secondo lei? E in che modo influenzerà il mercato in futuro, in particolare il settore tecnologico?

Peron: Credo che le tensioni commerciali a cui ti riferisci probabilmente diminuiranno. Magari non spariranno del tutto, ma saranno ridotte, ci sarà meno tensione tra i due paesi. Questo perché i due paesi necessitano davvero l’uno dell’altro, credo che entrambe le amministrazioni – quella nuova nel caso degli Usa – conoscano i benefici degli scambi commerciali, per la maggior parte. Penso che alcune lezioni riguardo alla Cina siano state imparate, non torneremo al libero scambio di prima, ma i due paesi sanno che hanno bisogno l’uno dell’altro e in generale le rispettive posture saranno molto più aperte quando si tratterà di collaborare.

Ha menzionato il settore tecnologico, credo che sia molto importante per entrambi i paesi. Si troverà una soluzione, sapendo che dal punto di vista americano la filiera produttiva dovrà essere diversificata, quindi ci sarà meno dipendenza dalla Cina. Detto questo, hanno molto in comune e molto su cui lavorare assieme. Entrambi i paesi hanno messo la green economy (energia e tecnologia) come priorità, quindi credo che entrambi vedranno i vantaggi di una collaborazione anche in questo campo. Sarà dunque un “dare e avere”, ma molto più positivo che in passato. 

Baselli: Le azioni Usa hanno registrato un forte rialzo dopo la vittoria di Biden e sono state spinte ancora più in alto dalle promettenti notizie riguardo un efficace vaccino contro il coronavirus. E adesso? Da un lato, abbiamo visto che non c’è stata l'onda blu prevista, dall’altro le valutazioni sembrano ancora molto alte. Quindi, dato questo scenario, quali sono le sue prospettive per l’equity Usa?

Peron: Sì, l’onda blu non c’è stata e questo è probabilmente il miglior risultato possibile dal punto di vista del mercato. Il mercato ha realizzato che con l’ingorgo creatosi a Washington ci sarà meno incertezza politica. I mercati non amano l’incertezza e in questa situazione più “centrista” – con i due estremi eliminati – avremo un contesto politico più stabile e ai mercati piace molto.

Per quanto riguarda le buone notizie sul vaccino, assieme al risultato elettorale, siamo ancora positivi sull’azionario nel lungo periodo e darò due ragioni per questo. La prima è che guardando le valutazioni, che sono in effetti alte, abbiamo una maggiore fiducia riguardo gli utili 2021 e 2022 e il mercato lo sta già prezzando. Ci aspettiamo che gli utili possano superare il livello visto nel 2019, forse già nel 2021; questo, assieme agli interessi così bassi, non è niente male. La seconda ragione è che il vaccino migliora ulteriormente la fiducia riguardo agli utili. Questi due aspetti assieme danno al mercato una doppia iniezione di positività. Sappiamo cosa aspettarci nel 2021 e possiamo cominciare a prezzarlo pienamente nei titoli, questo è ciò che sta accadendo.

Baselli: Matt, grazie per la sua disponibilità.

Peron: Grazie Valerio.

Baselli: Per Morningstar, Valerio Baselli, grazie per l’attenzione.

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Info autore

Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar.

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