ESG: l'importanza del gestore

Un nuovo indicatore lanciato da Morningstar aiuta gli investitori a capire quali sono gli asset manager che hanno veramente a cuore i fattori ESG.

Hortense Bioy, CFA 18/11/2020 | 12:44

Investimenti sostenibili

In tutto il mondo, i fattori ambientali, sociali e di governance acquistano un ruolo sempre più prominente. Continua a crescere infatti il numero di investitori interessati a sapere in che modo i fattori ESG possono giocare un ruolo all'interno dei propri portafogli. Le società di gestione sono consapevoli di questo crescente interesse e del conseguente aumento della domanda e molte di loro stanno approntando risposte adeguate. Le loro azioni e il modo in cui guardano al futuro possono incidere in maniera significativa su ciò che sono in grado di offrire agli investitori e sulla possibilità di promuovere maggiormente le istanze ESG per conto dei clienti.

Il 17 novembre 2020 Morningstar ha introdotto il suo Morningstar ESG Commitment Level. In questa versione inaugurale, i nostri analisti di ricerca hanno elaborato valutazioni su 107 strategie e 40 gestori patrimoniali. In futuro, valuteremo il grado di impegno di altri fondi e gestori rientranti nell’universo coperto da Morningstar. Oltre ad analizzare il processo e le risorse ESG di una strategia, consideriamo separatamente le società di gestione in un’ottica di sostenibilità attribuendo il Morningstar ESG Commitment Level for Asset Managers. Questo indicatore concorre per il 20% al punteggio complessivo del fondo.

Le linee guida
Gli investitori interessati a capire in che modo e fino a che punto i fattori ESG vengono incorporati nelle strategie in cui investono (o in cui vorrebbero investire) devono valutare anche le risorse messe in campo dai gestori. Come per le funzioni compliance, gestione del rischio e (spesso) ricerca d'investimento, le risorse ESG possono essere condivise dall'intera organizzazione, pertanto il modo in cui una società le struttura e integra è fondamentale. Nell'ambito dell’attività di proxy voting, la capacità di coinvolgere l'intera organizzazione su un punto all'ordine del giorno può generare un impatto maggiore. Una società di gestione può promuovere dall'alto un approccio ESG positivo, monitorando formalmente l'inclusione dei fattori ESG da parte dei gestori di portafoglio e incentivando i comportamenti e i risultati desiderati.

Nel valutare l'impegno ESG di un'azienda, gli analisti di Morningstar approfondiscono queste ed altre tematiche, suddividendole in tre macrocategorie a livello societario: Filosofia e processo (40% dell'ESG Commitment Level for Asset Managers), Risorse (30%) e Azionariato attivo (30%). Il punteggio complessivo di un'azienda aiuta quindi gli analisti ad assegnare i gestori ad uno dei quattro livelli previsti: Leader, Advanced, Basic e Low.

Per le aziende Leader, i fattori ESG sono costitutivi dell'identità d'impresa. Queste società vantano lunghi trascorsi di impegno nel campo dell'investimento sostenibile e le considerazioni ESG sono connaturate e pervadono l'intera organizzazione: processi d'investimento, strategie, attività di proxy voting e operatività interna. Queste società sono trasparenti e molto comunicative rispetto alle loro iniziative e al loro approccio ESG.

Le società Advanced integrano intenzionalmente i fattori ESG all'interno dei loro processi d'investimento utilizzando risorse molto solide e procedure formali di monitoraggio. I loro approcci ESG sono articolati, ma l'applicazione in seno all'intera organizzazione è più limitata rispetto a quanto accade nella categoria Leader. Ciononostante, i gestori Advanced sono tra i migliori fornitori di soluzioni ESG del settore.

Le società che ottengono un livello di impegno Basic incorporano i fattori ESG in misura inferiore rispetto alle aziende Leader e Advanced, oppure si trovano in uno stadio di sviluppo ESG più iniziale. Questi gestori tendono a mostrare delle lacune in una o più aree fondamentali per consolidare l'approccio ESG.

Un livello d'impegno Low può indicare diverse situazioni. È possibile che una società non sia intenzionata ad integrare i fattori ESG e dunque non utilizzi per niente tali criteri o ne abbia una visione limitata o più fluida. Oppure, un'azienda potrebbe non essere in grado di incorporare efficacemente i fattori ESG all'interno dei suoi piani d'investimento o di portare avanti iniziative sostenibili.

Linee guida
Nel determinare il livello d'impegno ESG di un asset manager, gli analisti Morningstar considerano tre pilastri: filosofia e processo, risorse e azionariato attivo.

Filosofia e processo
Quando gli analisti Morningstar valutano la filosofia e il processo d'investimento di una società, di fatto cercano di capire quanto importanti siano i fattori ESG per l'azienda nel suo complesso e con quanta convinzione l'azienda abbia dimostrato tale vocazione. Per formulare questo giudizio si basano, tra le altre cose, su alcune semplici informazioni, ad esempio se la società è firmataria dei Principi di investimento responsabile delle Nazioni Unite o se il gestore ha istituito filtri di esclusione applicabili in tutti i processi. Ma gli analisti devono valutare anche se le intenzioni del gestore sono autentiche e se l'impegno professato si traduce in responsabilità effettive. Il fatto di integrare i fattori ESG nei processi d'investimento di tutte le asset class e di tutti i veicoli d'investimento è indicatore di una filosofia ESG condivisa. La presenza di un monitoraggio formale delle modalità con cui i gestori di portafoglio incorporano i fattori ESG all'interno dei loro processi e la trasparenza con i clienti circa gli indicatori utilizzati da ciascuna strategia aiutano a rendere concreto l'impegno di un gestore e dei suoi team d'investimento nei confronti di una filosofia esplicitata in modo chiaro.

Risorse
Gli investimenti ESG sono complessi. Il più delle volte richiedono conoscenze o competenze specialistiche. Inoltre, si tratta di un'area in continua evoluzione. Ad esempio, gli investitori possono avere preferenze differenti, le definizioni sono spesso nebulose e i fattori normativi e politici cambiano di frequente. Per questo motivo le risorse sono cruciali. Nel valutare le risorse, gli analisti di Morningstar determinano se le persone, i dati e i sistemi di una società di gestione sono appropriati. Gli asset manager possono scegliere di organizzare le figure ESG in maniera diversa, ad esempio istituendo un team separato di specialisti o sviluppando un certo grado di specializzazione all'interno del team d'investimento preesistente. Ciò che conta di più è la presenza di competenze ESG interne avanzate e/o di esperienza sul campo in questo complesso settore. Inoltre, gli specialisti sulla sostenibilità sono assunti a lungo termine o cambiano di frequente (il che può creare problemi visto che sempre più aziende investono in quest'area)? I dati provenienti da fonti esterne forniscono informazioni e prospettive essenziali, ma sviluppare valutazioni basate su dati ESG proprietari consente di ampliare il grado di conoscenza di un gestore sui temi ESG e di differenziarlo dalla concorrenza. Tradurre e condividere le analisi di sostenibilità con gli analisti e i fund manager è cruciale per generare un impatto concreto sui portafogli e sui clienti, pertanto i sistemi predisposti per facilitare la condivisione delle conoscenze sono un'altra risorsa fondamentale.

Azionariato attivo
Quando si tratta di promuovere iniziative ESG, il gestore può contare su un vero e proprio asso nella manica: il diritto di voto in quanto azionista. Molti azionisti si dicono da tempo preoccupati delle problematiche di governance e dichiarano di aver manifestato tali timori in sede di votazione. In molti casi dicono il vero, quantomeno su alcune delle prassi di governo societario più invise. Per molti gestori, tuttavia, le questioni ambientali e sociali, così come il tenere traccia dei loro voti, è un fenomeno nuovo o del tutto assente. Gli analisti di Morningstar verificano la presenza di chiare linee guida del voto per delega sui temi ambientali e sociali ed esaminano le passate votazioni a favore di risoluzioni ESG. L'engagement è un'altra tipologia di azionariato attivo, a disposizione tanto degli azionisti quanto degli obbligazionisti. Rientrano in questo ambito le comunicazioni una tantum unidirezionali (si pensi, ad esempio, a una lettera indirizzata al CEO) come pure le interazioni multiple con più rappresentanti aziendali durante le quali le aspettative vengono articolate esplicitamente. I gestori che prediligono quest'ultimo tipo di interazioni multiple ottengono punteggi di engagement più elevati nella nostra valutazione. Un ulteriore elemento attiene alla trasparenza con cui la società comunica le proprie attività di voto per delega e di engagement. Chiaramente, a una maggiore trasparenza corrispondono score più alti.

Conclusioni
L'interesse nei confronti degli investimenti ESG è in crescita e i gestori stanno cercando di rispondere in modo diverso. Alcune società d'investimento stanno muovendo i primi passi nell'adozione di un approccio ESG e non è possibile stabilire se i loro sforzi saranno duraturi o convincenti. Altre hanno già raggiunto alcuni traguardi, ad esempio definendo un approccio chiaro e dedicando risorse ad hoc, ma il loro trascorso in termini di azionariato attivo lascia ancora a desiderare. Altre ancora preferiscono concentrarsi esclusivamente sugli aspetti finanziari. Alcune società, di contro, hanno fatto dei fattori ESG la loro ragione d'essere. Gli elementi da vagliare sono molteplici e variegati, ma il Morningstar ESG Commitment Level for Asset Managers fa luce su molte zone d’ombra.

Ha collaborato Bridget Hughes, Director Partent Research, Global Manager Research di Morningstar.

Leggi anche gli articoli: Sostenibilità sotto la lente grazie al Morningstar ESG Commitment Level e Un'analisi più approfondita delle strategie ESG.

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Info autore

Hortense Bioy, CFA

Hortense Bioy, CFA  è responsabile della ricerca sulle strategie passive e sostenibili in Europa per Morningstar

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