3 scelte politiche che possono cambiare gli Stati Uniti. Pure in Borsa.

Trump e Biden hanno visioni diverse anche quando si tratta di relazioni internazionali, politiche fiscali e infrastrutture. E questo, dicono gli analisti di Morningstar, condizionerà l’andamento di alcuni settori a seconda di chi vincerà le elezioni.

Marco Caprotti 03/11/2020 | 13:59
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elezioni usa

Capire l'impatto che un cambiamento di amministrazione può avere in un paese come gli Stati Uniti non è un lavoro semplice. “Il posizionamento politico dei candidati e fattori esterni possono avere un effetto profondo nel percorso che va dall’ideazione di un provvedimento alla firma della legge”, spiega Dave Sekera, Chief U.S. market strategist di Morningstar Research Services. “Per questo è meglio concentrarsi sulle implicazioni a lungo termine delle proposte dei diversi partiti e sull’impatto che potrebbero avere sulle valutazioni aziendali”.

Le analisi Morningstar dicono che l'effetto sui rendimenti del mercato azionario nei tre anni seguenti a un’elezione presidenziale è determinato più da tendenze economiche che dall'appartenenza del vincitore a un determinato partito. “Per questo preferiamo concentrarci sulle implicazioni che tre punti chiave, su cui differiscono i due candidati, avranno nel lungo periodo e sull’effetto che questi possono avere sulle valutazioni in Borsa”, dice Sekera.

Relazioni internazionali
“Sia con un'amministrazione Trump  che con una Biden, continueranno a esserci attriti tra Stati Uniti e Cina. Le possibilità di una guerra commerciale o di nuove tariffe aumenterebbero sotto Trump, che ha sempre avuto una posizione aggressiva in questo senso”, dice Sekera. “L’amministrazione Biden adotterà invece un approccio tradizionale e più diplomatico ai negoziati. Ma anche così, alla luce delle dichiarazioni rilasciate pubblicamente, ci aspettiamo che le tensioni tra i due paesi continuino mentre la Cina cerca di espandere la sua influenza globale. Ad esempio, le tariffe commerciali esistenti potrebbero non essere revocate immediatamente. I dazi, però, verrebbero utilizzati come merce di scambio per negoziare con la Cina”.

Le priorità chiave di entrambe le amministrazioni saranno:

-Proteggere la tecnologia americana e la proprietà intellettuale Made in Usa.

-Aprire i mercati cinesi alle aziende statunitensi.

-Limitare la crescente influenza globale e l'espansione militare della Cina.

I negoziati commerciali con la Cina diventeranno sempre più complessi anche a causa di avvenimenti esterni. Ad esempio, il Coronavirus ha aumentato le preoccupazioni riguardo alle difficoltà di ottenere forniture a livello internazionale. “Per ridurre la dipendenza dalla Cina, le aziende potrebbero accorciare le loro catene di approvvigionamento servendosi di società più vicine, anche geograficamente, agli Stati Uniti”, dice Sekera.

Politiche fiscali
“Sotto un'amministrazione Trump, ci aspettiamo continuità nella politica fiscale esistente o ulteriori tagli alle tasse”, dice Sekera. “Tuttavia, qualsiasi cambiamento sarebbe abbastanza modesto se la Camera dei rappresentanti rimanesse in mano ai democratici. Con un amministrazione Biden e anche il Senato in mano ai democratici, ci aspetteremmo aliquote d’imposta per le società rapidamente aumentate dal 21% al 28%”.

Questo aumento avrebbe effetti diversi sulle valutazioni delle azioni a seconda della composizione degli utili di una società.

“Un’azienda i cui guadagni sono generati prevalentemente a livello nazionale e con pochi debiti vedrebbe la sua valutazione scendere del 7-8% circa”, dice Sekera. “Nel segmento bancario, le valutazioni delle azioni scenderanno tra il 2% e il 6% ma riteniamo che, da una prospettiva settoriale, l'impatto sui servizi finanziari in generale sarebbe moderato”.

I guadagni e le valutazioni delle utility potrebbero essere meno sensibili a un aumento delle tasse. Le autorità di regolamentazione in genere fissano le tariffe da applcare ai clienti in parte in base ai guadagni al netto delle imposte dei servizi pubblici. E le aziende del settore utility possono chiedere di aumentare le bollette per far fronte a tasse più elevate.

Infrastrutture
Entrambi i candidati in campagna elettorale hanno parlato di maggiori investimenti per le infrastrutture. Considerando che la spesa in questo settore spinge molto l’economia e porta a nuovi posti di lavoro è molto probabile che le promesse vengano mantenute indipendentemente da chi vincerà le elezioni. Ma con alcune differenze.

“Con un'amministrazione Trump, ci aspettiamo che la spesa per le infrastrutture si concentrerà su progetti più tradizionali come autostrade, ponti e trasporti di massa”, dice Sekera. “Sotto un'amministrazione Biden, ci aspettiamo che la spesa per le infrastrutture includa anche progetti di efficienza energetica e di energia pulita. Ad esempio, potrebbe concedere finanziamenti per ammodernare proprietà commerciali sul fronte dell'efficienza energetica, trasformandole in edifici green”.

 

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Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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