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La finanza al cinema e nei romanzi

Imparare divertendosi è possibile. Ecco una selezione di film, libri e serie TV sul mondo finanziario. Opere che uniscono intrattenimento e spunti didattici.

Valerio Baselli 23/10/2020 | 09:33
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Wolf Wall Street DiCaprio

Chi l’ha detto che la finanza si apprende solo sui testi universitari? Da sempre, il mondo finanziario, anche a causa dei suoi scandali ed eccessi, ha ispirato opere cinematografiche e letterarie. Qui di seguito proponiamo una selezione – la quale non ha la pretesa di esser esaustiva – di romanzi, film e serie TV che raccontano il mondo finanziario e attraverso cui si possono unire il piacere dell’intrattenimento di qualità con alcuni spunti quasi didattici di finanza. Sono stati volutamente esclusi saggi e documentari.

Romanzi
Pubblicato nel 1891, Il denaro di Émile Zola è senza dubbio uno dei grandi classici “finanziari”. Ambientato nella Francia di Napoleone III, a Parigi, nell’anno dell’esposizione universale, il romanzo racconta del denaro più sfuggente, quello delle speculazioni, gestito dalla Borsa universale che vede nella moneta lo strumento per globalizzare la società. Un romanzo scritto e pubblicato oltre cento anni fa che è stato capace di prevedere ciò che sarà il capitalismo dei giorni nostri.

Alta finanza di Ken Follett. Ad essere onesti, è considerato uno dei libri di minor successo del grande scrittore britannico (e anche uno dei primi, uscito nel 1977). Tuttavia, ambientato nella Londra degli anni ’70, resta una lettura piacevole e scorrevole.

Union Atlantic di Adam Haslett. Uscito in Italia nel 2010, affronta il tema della recessione e della corruzione morale del mondo della finanza. È stato accolto dalla critica americana con queste parole: “un romanzo verissimo, che si nutre dell’urgenza del momento, di eccezionale maturità, completezza e compassione”. 

Nel 2011 (in piena crisi del debito sovrano) esce in Italia il thriller L’indice della paura di Robert Harris, diventato famoso grazie ai suoi romanzi storici. Attraverso la vicenda del protagonista, uno scienziato prestato alla finanza, il racconto parla soprattutto dei pericoli derivanti dagli algoritmi e dall’high frequency trading. Lo stesso tema trattato nel più recente 6|5, la Rivolta delle machine di Alexandre Laumonier, autore anche del blog “Sniper in Mahwah”. In questo caso siamo di fronte a un ibrido tra un romanzo i cui protagonisti sono gli stessi algoritmi e un saggio sulla progressiva de-umanizzazione della finanza e dei suoi meccanismi. 

Tra gli autori italiani segnaliamo anche Pietro Caliceti con il suo Bitglobal, titolo che si rifà al nome di una società fittizia che opera nel mondo delle criptomonete, il poliziesco La pesca dello spada di Eugenio Tornaghi, in cui attraverso le indagini di un commissario sull’omicidio di due banchieri l’autore guida il lettore nella comprensione dei meccanismi di banche e finanza, e il noir Tutto quello che non serve di Valerio Baselli (autore anche di questo articolo e quindi in totale conflitto d’interessi).

Chiudiamo infine la nostra lista di romanzi finanziari con Effetto valanga di Mack Reynolds e I mercanti dell’Apocalisse di L.K. Brass.

Cinema (da notare che molte pellicole sono tratte dall’omonimo romanzo)
Il capostipite dei film ambientati nel mondo finanziario è senza dubbio Wall Street di Oliver Stone (1987), vera e propria pietra miliare del genere, seguito nel 2010 dal meno indimenticabile sequel Wall Street – Il denaro non dorme mai.

Sulla scia della crisi del 2008, negli ultimi anni i film a sfondo finanziario si sono moltiplicati. Da segnalare tra questi The Last Days of Lehman Brothers del 2009, Too big to Fail – Il crollo dei giganti e Margin Call (entrambi del 2011), oltre a The Big Short – La grande scommessa, del 2015.

Uno dei film che ha avuto più successo al botteghino è stato The Wolf of Wall Street (2013) di Martin Scorsese e con Leonardo DiCaprio. Da questo film, nonostante parli più della vita dissoluta del protagonista che delle vicende finanziarie, abbiamo tratto sette lezioni utili per gli investitori.

Andando più in là nel tempo troviamo Rogue Trader (1999), che racconta la vera storia del collasso dell’istituto bancario Barings Bank nel 1995, e 1 Km de Wall Street (2000), che ben prima del più famoso “Il Lupo di Wall Street” ha parlato del mondo semisconosciuto delle “penny stocks”, le azioni da pochi centesimi vendute con tecniche aggressive.

Due, invece, i film che raccontano scandali finanziari nostrani. I banchieri di Dio – Il caso Calvi (2002) è incentrato sulla vicenda dello scandalo del Banco Ambrosiano, legato soprattutto alla figura di Roberto Calvi. Il gioiellino (2011), invece, narra una storia fortemente ispirata dal fallimento della Parmalat.

Serie TV
Chiudiamo infine con un capitolo dedicato alla serie TV (una volta avremmo detto “telefilm”), prodotto che in molti casi ha ormai affiancato il cinema per qualità e lo sta superando come numero di spettatori. La serie TV finanziaria più recente è Diavoli, uscita su Sky nel 2020, nata da una produzione italo-anglo-francese e tratta dall’omonimo romanzo di Guido Maria Brera, con Alessardro Borghi e Patrick Dempsey. La seconda stagione è in produzione.

Nel 2018, su Netflix, è uscita Dirty Money, che racconta storie di corruzione aziendale e reati finanziari. Si tratta di una specie di documentario recitato, ogni episodio è una storia a sé e in molti casi l’opera include anche interviste con i protagonisti di ciascuna storia.

Altra serie americana di grande successo, Billions (2016), arrivata già alla quinta stagione, scava nei meandri del mondo dorato degli hedge funds, i fondi speculativi.

Bull (2000), da non confondere con l’omonima serie del 2016, prende il titolo dal “bull market” e racconta la storia di un gruppo di giovani banchieri provenienti da banche di investimento che rischiano tutto per creare la loro compagnia. 

Chiudiamo infine con Capital City, serie britannica uscita nel lontano 1989, incentrata sulla vita di personaggi dell'alta finanza londinese, in particolare dei dipendenti della banca fittizia Shane Longman Bank.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar.