Il problema del razzismo può influenzare i comportamenti dei venture capitalist

Anche il settore del capitale di rischio si interroga sulla discriminazione razziale. La questione, dicono alcuni player del mercato, non si può risolvere con una semplice presa di posizione, in una attività dove gli afroamericani sono ancora poco rappresentati e considerati.

PitchBook 19/06/2020 | 09:24
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Le recenti morti di George Floyd e di altri afroamericani per mano della polizia hanno scatenato un'ondata di prese di posizione anche fra gli investitori nel settore del venture capital.

Alcuni hanno fatto dichiarazioni di solidarietà e sostegno alla comunità nera, mentre altri hanno promesso azioni per affrontare in maniera più diretta la disuguaglianza razziale.

Gli investitori afroamericani stanno prestando molta attenzione alle risposte che arrivano dall’intero settore del venture capital e stanno cercando segni di un vero impegno permanente. Alcuni sostengono che il modo in cui le aziende di venture capital affrontano questo momento di disordini sociali, che mettono in evidenza i pregiudizi inconsci e la mancanza di diversity, potrebbe influenzare le decisioni riguardo ai finanziatori e alle aziende con cui decideranno di lavorare in futuro.

Isa Watson, fondatrice di Squad (una piattaforma per la creazione di incontri di persona e online) è una di quelle persone che ha detto chiaramente come la posizione assunta dai venture capitalist in questo momento sarà presa in considerazione in futuro.

"Se non hai davvero preso posizione, questo mi dice che sei a disagio nel parlare del problema”, dice Watson. "Ma mi farà domandare se mi guardi come una qualsiasi altra persone e se sarai davvero in grado di sostenermi in futuro”.

Come si può cambiare?
C’è un ampio consenso tra gli impreditori afroamericani di start up e gli investitori sui pregiudizi storicamente presenti nel settore del venture capital e sui ritardi nell’affrontare la questione. Tuttavia, le opinioni variano su quello che può essere il percorso di cambiamento.

Fare dichiarazioni pubbliche di sostegno o donare a cause incentrate sulla diversità e la giustizia sociale secondo Sarah Kunst, amministratore delegato di Cleo Capital (una società di venture capital) è il minimo indispensabile. Ma il finanziamento di startup fondate da afroamericani dovrebbe essere la priorità assoluta. "In questo modo dimostri che le vite dei neri contano e che non sei a favore della polizia che uccide cittadini neri nelle strade", dice Kunst. “Ovviamente il capitalismo non risolve il razzismo, ma è molto più difficile opprimere le persone quando hanno un loro potere economico".

Secondo Sevetri Wilson (fondatrice della startup di software di gestione Resilia) supportare veramente gli imprenditori afroamericani richiede un impegno attivo con le loro aziende e va ben oltre la firma di un assegno.

Il venture capital è bianco
I dati raccolti nel corso degli anni hanno dimostrato che l'ecosistema del capitale di rischio è omogeneo. Secondo uno studio congiunto pubblicato da Deloitte e dalla National Venture Capital Association, nel 2018 solo il 3% dei partner di venture capital negli Stati Uniti era nero, mentre l'80% era bianco. E in uno studio di Rate My Investor sull'attività del capitale di rischio degli Stati Uniti dal 2013 al 2017, solo l'1% degli imprenditori sostenuti da venture capitalist era nero.

Per promuovere la diversità e ridurre i pregiudizi nel settore, secondo Wilson le aziende di venture capital devono reclutare un maggior numero di partner neri a cui viene dato anche potere di negoziazione. Per Kunst c’è anche un imperativo finanziario legato a una maggiore diversity. Un'azienda, dice, rischia di perdere il valore che i professionisti neri possono apportare a una squadra.

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