Azionario Usa, meglio guardare al lungo periodo

Vendite al dettaglio e produzione industriale in America a marzo hanno fatto registrare forti cali. In alcuni segmenti, dicono gli analisti di Morningstar, si sono create occasioni su cui posizionarsi in attesa che la congiuntura riparta.

Marco Caprotti 21/04/2020 | 13:46
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Bilanci ed andamento economico. Sono questi, dicono gli analisti di Morningstar, i due elementi che devono guidare gli investitori che vogliono puntare sull’azionario americano nei prossimi mesi.

Gli operatori, intanto, fanno i conti con le valutazioni di mercato che ha creato la volatilità legata alla pandemia di Coronavirus. Dai minimi toccati il 23 marzo l’indice Morningstar US Market (fino al 17 aprile e in dollari) è rimbalzato del 25%. Da inizio anno (fino al 20 aprile) il paniere ha perso l’11,7% (+30,5% nel 2019). 

Andamento indici Morningstar US e Russell 1000 da inizio anno
Usa3
Dati in euro aggiornati al 20 aprile 2020
Fonte: Morningstar Direct

“Sembra che gli investitori abbiano spostato l’attenzione dall’analisi degli stimoli fiscali messi in campo dalla Federal Reserve per rispondere all’emergenza, alle comunicazioni dei risultati di bilancio”, spiega Dave Sekera, managing director di DBRS Morningstar in un report del 17 aprile 2020 (scritto per Morningstar). “E’ da qui che bisogna partire per capire quale impatto avrà il lockdown sui conti delle aziende. Inoltre stiamo iniziando a vedere i primi dati macro che ci daranno qualche indicazione sugli effetti congiunturali di questa emergenza”.

Fra gli indicatori economici comunicati nei giorni scorsi, sia le vendite al dettaglio che la produzione industriale hanno visto forti cali a marzo. Il primo indicatore ha registrato una diminuzione dell’8,7% il mese scorso rispetto a febbraio e del 6,2% nei confronti dello stesso periodo del 2019. “Considerando che l’effetto del lockdown sugli ordini ha iniziato a farsi sentire da metà marzo, ci attendiamo che per aprile il dato mostri un’ulteriore discesa”, dice Sekera.

I diversi segmenti che formano l’universo delle vendite al dettaglio hanno avuto andamenti differenti. Ad esempio, i negozi di alimentari hanno visto una crescita del 25,6% delle vendite. La domanda di prodotti per la cura della persona è cresciuta del 4,3%. Due progressi dovuti soprattutto alle ordinanze che vietano di spostarsi da casa. Contestualmente, le vendite nei ristoranti sono scese del 26,5%. “Anche tenendo conto dei cali significativi nell’attività nel breve periodo, crediamo che le quotazioni dei titoli di questo settore siano scese troppo rispetto alle prospettive di lungo periodo”, dice Sekera.

Fra gli industriali occhio al moat
I dati sulla produzione industriale parlano di un calo del 5,4% a marzo rispetto a febbraio e di un -5,5% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. “Si tratta del risultato mensile peggiore che si sia mai visto dopo la Seconda guerra mondiale”, dice Sekera. “Come nel caso delle vendite al dettaglio, ci aspettiamo forti ribassi anche per il dato di aprile”. A differenza dei retail sale, i cali sono stati visti in tutti segmenti anche se alcuni, come il food& beverage, hanno retto meglio di altri.

“Nel settore industriale abbiamo abbassato il fair vale di alcune società per tenere conto dell’attuale contesto economico, ma ci sono delle opportunità interessanti fra le società che hanno un Economic moat ampio e che, quindi, sono di maggiore qualità e sono in grado di navigare nelle tempesta economica”, dice Sekera. “Nonostante la portata dei ribassi visti di recente ci aspettiamo che la congiuntura recuperi nel corso dell seconda metà dell’anno”.

Per il 2020 Morningstar si attende che il Pil Usa subisca una contrazione del 2,9%. “Il nostro scenario di base dice che gli sforzi che vengono fatti ora inizieranno a ridurre i casi di Covid-19 entro la fine di maggio e, in questa situazione, sarà possibile iniziare ad allentare le restrizioni fra giugno e luglio”, dice Sekera.

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Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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