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DBRS Morningstar conferma il rating sull’Italia

Il giudizio rimane BBB (high) con trend stabile. Miglioramento nella qualità del credito delle banche e più moderata politica fiscale mitigano i rischi e aumentano la fiducia degli investitori.

Sara Silano 18/11/2019 | 15:56

DBRS Morningstar ha confermato il rating dell’Italia a BBB (high), con trend stabile. In una nota, l’agenzia precisa che “il miglioramento nella qualità del credito delle banche e la più moderata politica fiscale da parte del Governo mitigano i rischi sulla sostenibilità del debito, nonostante il permanere di un alto livello di incertezza politica e stagnazione economica”.

Il pericolo di un’uscita dell’Italia dall’Eurozona si è ridotto con la formazione del Conte bis, targato Pd-Cinquestelle, con conseguente restringimento dello spread (differenziale) tra titoli di Stato italiani e tedeschi, a beneficio delle finanze pubbliche (il costo per interessi, infatti, è diminuito). Tra gli investitori, dunque, è tornata un po’ di fiducia, grazie anche alle decisioni accomodanti della Banca centrale nelle ultime sedute presiedute da Mario Draghi e alla convinzione che la neo-presidente, Christine Lagarde, si muoverà in continuità con il predecessore.

DBRS Morningstar indica due fattori che potrebbero portare a revisioni al rialzo del rating:

1) Il successo nelle riforme che determinerebbe migliori prospettive di crescita di medio-termine.

2) Un significativo miglioramento della traiettoria del rapporto debito pubblico/Pil per effetto del consolidamento fiscale.

Per contro, una revisione al ribasso potrebbe essere generata da:

1) La revisione al ribasso delle prospettive di crescita con conseguente peggioramento del rapporto debito/Pil.

2) Ulteriori politiche fiscali ultra-espansive, insieme al costo degli interessi sul debito pubblico.

3) Evidenze di un passo indietro nelle riforme.

Tra i punti di forza dell’Italia, che supportano la conferma del rating, ci sono il fatto di essere la seconda più grande economia industriale europea con un surplus di bilancia corrente del 2,9% del Pil e una posizione estera netta (NIIP) quasi in equilibrio; e un livello di debito del settore privato tra i più bassi tra le regioni più sviluppate. Inoltre, ci si attende che le banche proseguano nella riduzione dei crediti deteriorati, rendendo il sistema finanziario più resistente agli shock.

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Info autore

Sara Silano

Sara Silano  è caporedattore di Morningstar in Italia

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