Sostenibilità, i paesi nordici si confermano al top

SUSTAINABILITY ATLAS. In Europa si trovano i mercati leader in termini ESG. L’Olanda è la migliore per quanto riguarda la governance, mentre la penisola Iberica guida la classifica ambientale. L’Italia è fra quelli che pagano le forti controversie che coinvolgono alcune aziende chiave.

Valerio Baselli 16/10/2019 | 10:38

I temi legati alla sostenibilità stanno diventando sempre più importanti. Gli investitori si mostrano ogni giorno più sensibili a tali problematiche e un numero crescente di aziende apporta miglioramenti sostanziali in termini ambientali, sociali e di governance.

Come riportato dall’ultimo Morningstar Sustainability Atlas, sono come al solito i paesi europei, in particolare i nordici, a guidare la classifica dei mercati azionari più sostenibili al mondo. Queste nazioni sono sempre state un passo avanti su questo fronte. Ci sono comunque alcuni altri paesi che dimostrano profili di sostenibilità particolarmente solidi.

Il Sustainability Atlas è studio semestrale che analizza 46 indici azionari Morningstar (97% della capitalizzazione di mercato mondiale) sulla base delle valutazioni ESG dei singoli titoli (il Sustainability Score fornito da Sustainalytics). La metodologia è la stessa usata per calcolare il Morningstar Sustainability Rating per i fondi e gli ETF.

Finlandia (di nuovo) campione, Cina sempre agli ultimi posti
La mappa sottostante mostra chiaramente come i paesi del nord Europa e la zona euro siano i più virtuosi in termini di sostenibilità. La Finlandia si conferma il mercato azionario più sostenibile al mondo, grazie a titoli come Nokia (leader ESG nel settore dell'hardware tecnologico globale) e KONE (leader ESG nel settore dei macchinari).

Scendendo nel dettaglio dei tre singoli pilastri, invece, la Danimarca ha ottenuto il punteggio più alto con riferimento ai criteri sociali, i Paesi Bassi relativamente alla governance e il Portogallo ai criteri ambientali.

La Colombia, invece, si consolida come il mercato extraeuropeo con il punteggio più alto del mondo, grazie a società come BancolombiaEcopetrol e Cementos Argos (tutte considerate dei leader ESG globali nei rispettivi settori). Taiwan è il mercato asiatico più sostenibile, grazie soprattutto all’azienda Taiwan Semiconductor Manufacturing.

L’Italia, dal canto suo, figura tredicesima (su 46) in termini di sostenibilità. Il mercato tricolore si piazza nel primo quintile per quanto riguarda i criteri ESG, ma paga le controversie che vedono coinvolte aziende del calibro di Eni, Banca Carige (commissariata dalla Bce lo scorso gennaio) e Atlantia (coinvolta nelle indagini per il crollo del ponte Morandi a Genova nell’estate del 2018).

Cina, Russia e i paesi mediorientali si piazzano in fondo alla classifica. Pechino, in particolare, rientra nel peggior quintile delle classifiche in base a tutti e tre i criteri ESG, principalmente a causa dello scarso livello di governance aziendale da parte di società come Alibaba e Tencent.

Il peso delle controversie
Sustainalytics definisce come controversie, tutti quei fatti o incidenti che possono impattare sugli interessi degli stakeholder e, di conseguenza, sul business dell’azienda stessa, rappresentando quindi un rischio per la società e incidendo direttamente sul rating ESG di quel titolo. Clicca qui per approfondire la metodologia relativa alle controversie. 

L’Atlas mostra bene l’impatto di questi eventi. Ad esempio, la Svizzera ottiene ottimi risultati in termini ESG globali (classificandosi al terzo posto su 46 in tale classifica), ma il livello di controversie che coinvolgono aziende chiave come Novartis e Nestlé abbassa fortemente il suo punteggio complessivo di sostenibilità, facendo scivolare la Repubblica elvetica al decimo posto nella valutazione finale. Lo stesso vale per il Brasile, il quale, nonostante un discreto punteggio ESG (diciottesimo posto), si ritrova alla fine nella metà inferiore nella classifica di sostenibilità (trentaduesimo), a causa delle controversie riguardanti alcune delle maggiori società del paese, come Vale S.A. e Petróleo Brasileiro.

Gli Stati Uniti, da parte loro, si collocano nel quarto quintile della classifica della sostenibilità globale, a causa di un livello significativo di controversie da parte di grandi costituenti dell'indice come Johnson & Johnson e Facebook.

Il rischio carbone
Dall’anno scorso, il Sustainability Atlas ha introdotto due nuove mappe, utilizzando due delle Morningstar Portfolio Carbon Metrics, le quali permettono di misurare l’esposizione del portafoglio dei fondi ai rischi derivanti dalle emissioni inquinanti.

A livello di Carbon Risk (che valuta in che misura un’azienda o un portafoglio è a rischio di fronte alla transizione verso un modello a basse emissioni di carbonio), i mercati meglio posizionati sono quelli europei occidentali, in particolare Svizzera, Olanda e Danimarca. Bene, da questo punto di vista, anche Sudafrica e Stati Uniti.

Il mercato azionario americano, nonostante gli Usa siano il secondo più grande emettitore di carbonio al mondo, mostra un basso rischio carbone. Ciò è dovuto al fatto che le aziende sanitarie e tecnologiche rappresentano oltre il 36% della capitalizzazione del benchmark statunitense e che i titoli finanziari rappresentano più del 15%, mentre solo il 4% è dedicato al settore energetico. Non si piazza bene la Russia, con quasi il 60% della sua capitalizzazione di mercato in azioni energetiche e, di conseguenza, il più alto livello di rischio carbone al mondo.

Per scaricare il report completo del Morningstar Sustainability Atlas, clicca qui.

Visita la nuova sezione di Morningstar.it dedicata agli investimenti sostenibili.

L'analisi è stata realizzata con la piattaforma per professionisti finanziari, Morningstar Direct. Clicca qui per saperne di più sulle sue funzionalità.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Titoli citati nell'articolo

Nome TitoloPrezzoCambio (%)Morningstar Rating
Alibaba Group Holding Ltd ADR204,91 USD0,20
Atlantia SpA20,88 EUR-1,23
Banca Carige0,00 EUR0,00
BanColombia SA42.500,00 COP0,71
Cementos Argos S.A.6.730,00 COP1,51
Eni SpA13,60 EUR0,00
Facebook Inc A194,11 USD0,00
Johnson & Johnson141,38 USD0,00
KONE Oyj ADR31,88 USD0,00
Nestle SA104,61 USD0,00
Nokia Oyj83,00 CZK0,00
Novartis AG92,89 USD0,15
Petroleo Brasileiro SA Petrobras ADR15,31 USD-4,67
Taiwan Semiconductor Manufacturing Co Ltd ADR58,25 USD-0,61
Tencent Holdings Ltd45,79 USD-0,35
Valeo SA38,76 USD-2,66

Info autore

Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar.

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