Stiamo riscontrando problemi intermittenti nella registrazione al sito da parte degli utenti. Stiamo lavorando per risolverli al più presto. Ci scusiamo per il disguido. Grazie per la pazienza.

Intelligenza artificiale, chi guida la corsa alla nuova tecnologia

Baidu, Alibaba e Tencent sono leader nel settore e le loro attuali valutazioni di mercato danno la possibilità di prendere posizione su questo trend di lungo periodo a prezzi convenienti.  

Francesco Lavecchia 21/03/2019 | 09:21
Facebook Twitter LinkedIn

L’intelligenza artificiale parla cinese. Baidu, Alibaba e Tencent sfruttano la leadership nei loro mercati per investire ingenti capitali nello sviluppo del business dell’intelligenza artificiale e spingere ulteriormente la crescita degli utili nel lungo periodo. 

Baidu, la crescita passa per gli investimenti
Baidu (BIDU) è il più grande motore di ricerca in Cina grazie a una quota di mercato del 70% del traffico Internet su dispositivi mobile. L’enorme base di utenti gli garantisce una posizione di vantaggio rispetto alla concorrenza poiché crea di fatto una barriera all’ingresso di nuovi operatori in quanto impossibilitati a intaccare in qualche modo la quota di mercato di Baidu. Tale leadership all’interno dell’industria del marketing online le permette di generare elevati flussi di cassa che il management sta allocando per buona parte nella tecnologia dell’artificial intelligence (AI). 

“Baidu è stata una delle prime a puntare sull’AI e ora il suo business si sta progressivamente spostando dal segmento mobile di Internet a quello dell’intelligenza artificiale. Il gruppo sta investendo ingenti somme di denaro per lo sviluppo di business come il cloud computing e applicazioni per il riconoscimento vocale e dell'immagine e per la guida autonoma dei veicoli (chiamata Apollo)”, dice Chelsey Tam, analista azionaria di Morningstar.

"Negli ultimi trimestri Baidu ha accusato una contrazione degli introiti derivanti dalla pubblicità a causa del rallentamento dell’economia cinese, ma non ha smesso attingere alla sua cassa per nuovi investimenti. Ci aspettiamo che questo trend prosegua anche nei prossimi anni, e che quindi il fatturato salga, anche se a ritmi più bassi che in passato, e i margini di profitto continuino a scendere per poi invertire la tendenza nel medio/lungo periodo. Il mercato, però, sottovaluta il potenziale di crescita dell’azienda e sconta il titolo del 35% rispetto al fair value di 262 dollari (per l’ADR scambiata sul Nyse)” (report aggiornato al 22 febbraio 2019).

Alibaba diversifica il business
Alibaba (BABA) è proprietaria delle tre maggiori piattaforme per acquisti online in Cina (Taobao, Tmall e Juhuasuan) che le permettono di realizzare un volume di vendite superiore a quello di Amazon ed eBay messe insieme. Il segmento dell’e-commerce rappresenta il 76% del suo giro d’affari complessivo, mentre la parte restante si divide in quelli dei media digitali, del cloud computing e dei mercati internazionali.

“Nel corso degli ultimi anni Alibaba ha avviato un processo di trasformazione da pura azienda di e-commerce a una con un modello di business più diversificato, in quanto l’ampio volume di dati raccolti attraverso il segmento del commercio online le permette di spostarsi con successo anche in altri segmenti di mercato come quello del cloud computing, e dei media online”, dice R.J. Hottovy, analista di Morningstar.

“Crediamo che AliCloud (il cloud di Alibaba) diventerà un’importante fonte di liquidità per il gruppo, dopo quella dell’e-commerce, permettendo al management di investire in nuovi business come quello dell’intelligenza artificiale. L’azienda cinese ha infatti speso ingenti capitali nell’acquisto o nel sostegno finanziario di start-up nel settore dell’AI. Inoltre, ha recentemente inaugurato un istituto di ricerca a Singapore per sviluppare applicazioni di AI in una serie di settori tra cui assistenza sanitaria, edilizia e trasporto urbano”.

Il titolo ha iniziato bene il 2019, guadagnando in Borsa oltre il 30% in scia agli elevati tassi di crescita riportati nelle ultime trimestrali, ma continua a essere scambiato a sconto del 25% rispetto al fair value di 240 dollari (riferito all’ADR scambiata sul Nyse, report aggiornato al 13 febbraio 2019). 

Tencent, crescita media del 19% nei prossimi 10 anni
Tencent deve la sua posizione di vantaggio all’interno del settore high-tech al successo delle sue piattaforme Weixin / Wechat e QQ. La prima, un’app per dispositivi mobile lanciata nel gennaio 2011, ha accumulato 963 milioni di utenti (attivi mensilmente) in Cina, mentre QQ, il primo software di messaggistica istantanea del paese, ha raggiunto quota 850 milioni di user.

“La vasta base di utenti ha creato un effetto di rete che le ha permesso di entrare in altri segmenti come quelli dei videogame, dello streaming di eventi sportivi, della musica e della pubblicità. Mentre gli enormi flussi di cassa accumulati sono stati investiti anche in nuovi business come quello dell’intelligenza artificiale. Tencent ha infatti aperto laboratori dedicati e grazie all’utilizzo di tale tecnologia punta a una maggior monetizzazione dell’advertising su Internet. Le nostre previsioni indicano una crescita media del fatturato del 19% nei prossimi 10 anni e stimiamo un fair value del titolo di 64 dollari (relativo all’ADR quotata sul Nyse)”, dice Tam di Morningstar (report aggiornato al 22 novembre 2018).

        

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

LEGGI ALTRI ARTICOLI SU
Facebook Twitter LinkedIn

Info autore

Francesco Lavecchia

Francesco Lavecchia  è Research Editor di Morningstar in Italia