I tassi stabili fanno bene ai corporate bond

L’asset class tiene grazie alle politiche monetarie e al bisogno degli investitori di far rendere il denaro. Aumentano le emissioni fra gli high yield. Occhi puntati su qualche vicenda societaria.

Marco Caprotti 28/02/2019 | 09:51

Anche i corporate bond temono l’effetto contagio. Per lo meno a livello settoriale. “Lo si è visto di recente quando i credit spread della carta Ford si sono allargati dopo che la società ha annunciato di aver aperto un’indagine sui sistemi di risparmio di carburante delle sue auto”, spiega Dave Sekera direttore della ricerca e dei rating sui corporate bond di Morningstar Credit Rating. Il differeneziale della carta del gruppo auto si è allargato di circa 15 punti base subito dopo la notizia. A ruota si sono ampliati i credit spread del segmento auto, quelli dei consumer product e, a seguire, quelli del comparto retail. “Gli investitori hanno pensato che Ford potesse trovarsi in una situazione simile al dieselgate Volkswagen e che i problemi potessero estendersi anche ad altre società”, dice Sekera.

In questo quadro, la categoria Morningstar che raccoglie i fondi che investono nei Corporate bond a livello globale in un mese ha comunque guadagnato (in euro e fino al 26 febbraio 2019) l’1,6% portando a +3,8% la performance da inizio anno.

“Dal punto di vista tecnico la situazione dà supporto al mercato dei corporate bond visto che i tassi di interesse restano stabili e gli investitori hanno denaro che intendono far fruttare”, dice Sekera.

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Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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