Problemi di cuore? Il “non amato” potrebbe essere vincente

La strategia buy the unloved si è rivelata efficace nel lungo periodo negli Stati Uniti, ma è consigliabile solo agli stomaci forti. Ecco le categorie e i fondi “contrarian” per il 2019.

Valerio Baselli 14/02/2019 | 15:02

San Valentino è la festa degli innamorati e il giorno per celebrare l’amore. E per chi non si sente amato? Proprio come quando si cerca il partner perfetto, occorre tenere a mente che le gemme nascoste sono ovunque, bisogna solo sapere dove guardare. La stessa logica può essere applicata agli investimenti, in particolare a quei fondi non troppo “amati” dagli investitori.

In apparenza, i fondi “non amati” possono esserlo per un motivo: un periodo di sottoperformance, una strategia di investimento sfavorevole, sfide legate al settore in cui operano, eccetera. Eppure, adottare un approccio controcorrente nella selezione dei fondi può anche produrre ottimi risultati. L’analisi dei flussi d’investimento degli ultimi 25 anni ci dice chiaramente che gli investitori inseguono i rendimenti. Di solito, flussi in entrata ne portano altri, mentre flussi in uscita producono ulteriori riscatti, in una specie di circolo vizioso. Alla fine, i titoli popolari diventano troppo costosi e quelli impopolari troppo a sconto e il processo s’inverte. Perciò la combinazione di una forte raccolta e di alti rendimenti passati è un buon indicatore dell’eccessiva valutazione di un titolo.

La bolla tecnologica del 1999 e quella immobiliare del 2007 sono due buoni esempi del perché non si dovrebbero comprare le categorie di fondi più popolari al momento. Dall’altro lato, sarebbe stata una buona scelta acquistare nel 2000 fondi sottovalutati e quasi ignorati dalla maggioranza degli investitori, come i grandi mercati emergenti.

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Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar.

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